Sanità

dic182015

Fse, 6 milioni i fascicoli attivi in Lombardia con 4 milioni di prenotazioni online

Fse, 6 milioni i fascicoli attivi in Lombardia con 4 milioni di prenotazioni online
Sono oltre 6 milioni i Fascicoli sanitari elettronici già attivi in Lombardia su una popolazione di 9 milioni e mezzo di cittadini e, a fine anno, risultano quasi 4 milioni le prenotazioni effettuate online, nonché 100 milioni le ricette gestite tramite il Sistema Informativo Socio-Sanitario (Siss) - di cui circa 20 milioni dematerializzate. Sono questi alcuni dei dati diffusi da Lombardia informatica, società di servizi a capitale interamente regionale, inerenti l'utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico, che in Lombardia è presente già da tempo. Come si legge nella nota, «a fine 2015 si contano oltre 28 milioni di referti pubblicati sui Fascicoli, quasi 4 milioni di prenotazioni e 3,5 milioni di certificati di malattia avvenuti online, nonché 100 milioni di ricette gestite tramite il Sistema Informativo Socio-Sanitario (Siss), di cui circa 20 milioni già completamente dematerializzate (eliminando la ricetta rossa cartacea). Il sistema viene massicciamente utilizzato e ad oggi si registrano ben 10 milioni di consultazioni di referti, di cui oltre 3,5 milioni sono effettuati da singoli cittadini». Intanto, a livello nazionale, dopo l'entrata in vigore a fine novembre del regolamento, la prossima deadline è il 31 dicembre quando dovrà essere attivata l'interoperabilità tra Regione e Regione, con un sistema unificato su tutto il territorio nazionale.

E in merito al Dossier farmaceutico, indicato nel regolamento nell'ambito del nucleo minimo di dati, uguale per tutte le regioni, era stata segnalata da Federfarma, con una lettera al ministero della Salute di inizio mese, una criticità su cui è stato chiesto un intervento: dal disciplinare tecnico allegato al Regolamento, che definisce profili e modalità di accesso al Fse, «si evince che il farmacista non potrebbe alimentare il dossier farmaceutico, al contrario di quanto stabilito dalla legge che attribuisce alla farmacia che effettua la dispensazione del farmaco il compito di aggiornarlo. Inoltre, il farmacista non avrebbe accesso ai dati clinici» quali reazione avverse ai farmaci e ad alimenti, terapie croniche o farmacologiche in atto, e così via, con una ricaduta sull'attività di monitoraggio e appropriatezza che invece avrebbe in carico. Con la conseguenza che il Dossier «sarebbe costituito solo dai dati inseriti dal medico prescrittore relativi alle prescrizioni di farmaci ma non sarebbe alimentato con le informazioni concernenti l'effettiva dispensazione dei farmaci (soggetti a ricetta, SOP, OTC) da parte della singola farmacia».

Francesca Giani
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