Sanità

set292015

Furti di farmaci, Sifo: solo 3 ospedali su 21 sono sicuri

Furti di farmaci, Sifo: solo 3 ospedali su 21 sono sicuri
Le farmacie ospedaliere non sono ancora attrezzate per prevenire i furti di farmaci: solo 3, su 21 analizzate, risultano mediamente sicure, 12 hanno lacune che andrebbero colmate e 6 sono totalmente inadeguate dal punto di vista della sicurezza. È quanto è emerso da un'indagine realizzata dall'area logistica e innovazione Sifo nell'ambito del progetto Padlock (Progetto di adeguamento dei livelli di sicurezza delle farmacie ospedaliere) nato in risposta a un fenomeno che negli ultimi anni ha avuto un'importante impennata. Dal report Transcrime risulta, infatti, che nel 2013 ci sono stati 51 casi e nei primi cinque mesi del 2014 i furti sono stati 37, contro gli appena 17 dei precedenti sette anni, dal 2006 al 2012. Con danni economici al Servizio sanitario e di salute pubblica, in quanto una volta sottratti, vengono dirottati nelle cliniche illegali, utilizzati come droghe, destinati alle cure di criminali latitanti e riciclati come dopanti nel mondo sportivo. In media, un ospedale su 10ha subito un furto ingente, con un danno medio di 250.000 euro, i farmaci più frequentemente rubati sono antitumorali ad alto costo (in 52 casi tra il 2006 e il maggio 2014 per quasi 11 milioni di euro) a seguire gli antireumatici (in 15 casi per oltre tre milioni di euro) e gli immunosoppressivi (oltre 12 casi per oltre 8 milioni di euro), i farmaci biologici, ematologici, ormonali, sedativi, psicofarmaci e neurologici.
Eppure, per quanto l'intervento delle autorità abbia ridotto il numero di furti, azzerati a partire dalla fine del 2014 a oggi, stando a quanto riportato dall'Aifa in un recente workshop, le farmacie ospedaliere restano ancora poco sicure. L'analisi dei rischi realizzata, con l'ausilio della Scuola Superiore Sant'Anna e di Logplus srl, ha valutato i punti deboli di 21 farmacie ospedaliere di differenti dimensioni, e ha assegnato una classe di rischio, rispetto ad alcuni parametri, come la presenza di telecamere o sensori, il controllo degli accessi e le procedure di emergenza. Solo 3 hanno superato il test sicurezza, risultando mediamente sicure, la maggioranza (12) non raggiunge la sufficienza, 6 sono gravemente inadeguate. Il primo approccio verso la soluzione a tutto ciò è contenuto nelle Linee guida per la farmacia ospedaliera, che verranno presentate al congresso nazionale Sifo, in programma a Catania dal 22 al 25 ottobre. Secondo la Sifo «per fermare i furti è necessario implementare a monte la sicurezza delle strutture, incentivando per quanto possibile la centralizzazione delle scorte. Ma anche e soprattutto potenziando le misure di sicurezza per proteggere meglio i farmaci e migliorando le procedure di attivazione dell'allarme e di gestione dell'emergenza». I farmacisti ospedalieri, afferma Marcello Pani, responsabile Area logistica e innovazione Sifoe referente del progetto Padlock, «sono impegnati su più fronti per contrastare i crimini farmaceutici come testimoniano la collaborazione con l'Aifa per la condivisione delle segnalazioni relative ai furti e la pubblicazione nel 2014 del decalogo Nas-Sifo per la prevenzione e la gestione dei furti di farmaci nei servizi farmaceutici e territoriali». Tra le raccomandazioni, ricorda la Sifo, «quella di installare un sistema di telecamere a circuito chiuso, predisporre magazzini off limits e stipulare polizze ad hoc. Si consiglia anche di non esagerare con le scorte, facendo acquisti contenuti e più frequenti, e di essere particolarmente attenti se si è subito un furto, perché a volte gli ospedali sono presi di mira a ripetizione, come nel caso del Federico II di Napoli, derubato cinque volte in otto anni».

Simona Zazzetta
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