Sanità

dic52016

Furto farmaci, gli esperti: prevenzione funziona ma c'è una lieve ripresa

Furto farmaci, gli esperti: prevenzione funziona ma c’è una lieve ripresa
La prevenzione dei furti di farmaci messa in atto dalle autorità ha dato buoni frutti almeno nella sicurezza delle farmacie degli ospedali, resta però ancora attiva, con una «lieve ripresa», l'attenzione della criminalità per la fase del trasporto: da gennaio 2016 a oggi si sono registrati ben 36 casi di furti avvenuti durante il trasporto, due in più rispetto ai 34 del 2015, anche se ancora decisamente al di sotto dei 64 episodi del 2013». Questi alcuni dei dati presentati in occasione del XXXVII Congresso di Sifo svoltosi a Milano nei giorni scorsi, in una sessione dedicata. Gli esperti hanno confermato il ritorno del fenomeno dei furti di interi Tir, che nel periodo in cui si è registrato il boom di furti di medicinali registrava in Italia un'incidenza 10 volte superiore alla media europea. Nel 2015, su 69 casi riguardanti il furto di interi tir, solo 4 (pari al 3% del totale) hanno riguardato medicinali: una decisiva diminuzione rispetto al 2013, anno in cui si sono registrati 15 casi di furto di tir contenenti medicinali (pari al 20% del totale). Inoltre, hanno segnalato che nella classifica dei farmaci più rubati per numero di confezioni al primo posto ci sono Efferalgan con 180.103 pezzi, Dibase con 67.845 e Fenextra con 32.538 pezzi.

A parlare di sicurezza è stato Domenico Di Giorgio, direttore Ufficio Qualità dei Prodotti e Contrasto al Crimine Farmaceutico di Aifa che ha coordinato lo sviluppo della piattaforma Fakeshare dedicata alla condivisione delle informazioni sul crimine farmaceutico, attraverso la quale è resa disponibile la banca dati furti Aifa. L'esperto ha sottolineato che «finora solo 4 ospedali hanno condiviso i dati relativi ai furti subiti» e ha suggerito di puntare sulla sensibilizzazione degli ospedali sull'adesione al progetto. E proprio sul fronte dei furti nelle farmacie ospedaliere si è parlato di Padlock 2.0, prosecuzione del progetto Padlock con cui due anni fa i farmacisti ospedalieri si sono impegnati per mettere a punto le linee guida e migliorare la sicurezza delle farmacie ospedaliere. Tra gli aggiornamenti previsti, un "certificato" di eccellenza per gli ospedali che rispondono ai più stringenti requisiti anti-furto (valevole per provare ad avere uno 'sconto' dalle assicurazioni), consulenze per le strutture che ancora non sono ad un livello di sicurezza ottimale e uno studio ad hoc per tre nosocomi maggiormente esposti al rischio di furti di medicinali. Anche qui la prevenzione ha dato risultati: se nel 2013 si verificarono ben 53 furti e nel 2014 circa 37, nel 2016 i casi sono diventati 7 e come ha sottolineato Di Giorgio «riguardano soprattutto i nuovi farmaci per l'epatite C, che essendo costosi sono diventati oggetto di interesse da parte di trafficanti che alimentano anche il mercato nero nazionale, proponendosi come fornitori direttamente ai pazienti che vengono "avvicinati" attraverso social forum e canali web». (SZ)
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