Sanità

set272018

Gallina Toschi (Federfarma Emilia Romagna): "diretta" troppo estesa, urge accordo nazionale su Dpc

Gallina Toschi (Federfarma Emilia Romagna): “diretta” troppo estesa, urge accordo nazionale su Dpc
«La "diretta" in Emilia Romagna registra numeri notevoli ma l'aumento progressivo, negli anni, di questa forma di distribuzione è diventato una questione nazionale». Achille Gallina Toschi, presidente Federfarma Emilia Romagna e consigliere nazionale con delega alla Dpc, ricorda come all'origine di questi fenomeni ci sia la Legge 405/2001 che ha consentito alle Asl di avviare modelli alternativi di distribuzione, a discapito delle farmacie territoriali. Secondo Gallina Toschi a livello nazionale i numeri parlano di un 50% di farmaci fuori canale farmacia. Ci sono regioni in cui il fenomeno è meno attivo, altre, come Toscana ed Emilia Romagna, dove la diretta è molto forte. «Anche laddove c'è poca distribuzione diretta è sempre possibile che ci si arrivi in futuro se non invertiamo la tendenza: è importante quindi arrivare a un accordo nazionale per potenziare il canale farmacia, come canale esclusivo della distribuzione del farmaco. Perché il rischio che il modello Emilia Romagna venga esportato in altre Regioni è concreto».

Un valore importante della Dpc oltre alla prossimità della farmacia territoriale è il controllo sull'aderenza e il risparmio. Continua Toschi: «Teniamo conto che, mentre per i farmaci distribuiti dall'ospedale non vi è un controllo dell'aderenza, il circuito medico di medicina generale-farmacia permette di monitorare la terapia. In particolare questo è valido per le terapie in dimissioni, ma soprattutto per i cronici». Strumenti come ricetta elettronica e fascicolo sanitario elettronico permettono già oggi, e ancor più in futuro, di avere un controllo preciso dell'assunzione del farmaco, anche attraverso un accesso più frequente in farmacia. «I sacchetti di farmaci con cui i pazienti escono dai punti di distribuzione diretta, non permettono alcun controllo sulle terapie realmente assunte. Ricordiamo che per esempio le terapie per l'asma, una delle patologie più diffuse con utilizzo di farmaci costosi, hanno un 30 per cento di aderenza. Spesso il paziente che vede una remissione dei sintomi, smette di assumere il farmaco».

Tornando all'Emilia Romagna, «la situazione nell'ultimo anno è un po' migliorata» spiega Toschi. «Sono stati rispettati i dati dell'accordo per la Dpc per il 2018. La distribuzione diretta non è aumentata e in alcune province c'è stato un incremento, seppur piccolo, di quella per conto. Mi riferisco in particolare alle province romagnole, quale Rimini e Forlì-Cesena. È una goccia rispetto alle cifre della diretta nella nostra Regione e non riteniamo risolti i problemi, però è una tendenza positiva che vogliamo mantenere e migliorare per il prossimo anno». In che modo? «Stiamo lavorando per il nuovo accordo del 2019. Vogliamo che nel futuro il cittadino possa trovare il farmaco nella farmacia sotto casa. A questo proposito abbiamo trovato un partner importante in Cittadinanzattiva, che ha raccolto le istanze e le esigenze di cittadini costretti a percorrere lunghe distanze per raggiungere i punti di distribuzione ospedaliera».

Chiara Romeo
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