Sanità

mag182017

Garanzia Giovani, d'Ambrosio: in Italia non funziona, tirocini quadruplo dei contratti

Garanzia Giovani, d’Ambrosio: in Italia non funziona, tirocini quadruplo dei contratti
Il progetto "Garanzia Giovani", recepimento del Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, «così com'è, non funziona» e ha generato un numero di tirocini di quattro volte superiore a quello dei contratti. È quanto sostiene ilsen. Luigi d'Ambrosio Lettieri (Direzione Italia) sottolineando come in Italia il Piano necessiti di un «cambio di passo» in quanto «segnato da incongruenze, lungaggini burocratiche, estenuanti attese per il conseguimento degli attestati di formazione e, soprattutto, da ritardi omancanza nei pagamenti che avrebbero ulteriormente disorientato e demoralizzato i giovani piuttosto che avvicinarli al mondo del lavoro».

Per questi motivi è stata presentata in Senato una mozione a prima firma di d'Ambrosio Lettieri che impegna il governo "a porre in essere un sistema omogeneo ed organico in grado di erogare i servizi, in tema di lavoro per i giovani, in maniera effettivamente efficace e superando le eventuali disomogeneità regionali; istituire un sistema di monitoraggio completo che consenta di conoscere il reale grado di efficacia delle misure poste a garanzia per i giovani e di poter elaborare strategie maggiormente efficaci e concrete; individuare, per l'impiego dei nuovi finanziamenti europei citati in premessa, un sistema più efficace e meno burocratico per realizzare l'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro rivolta ai giovani; introdurre ed attuare misure concrete, nell'ambito dell'impiego dei finanziamenti al piano "Garanzia Giovani" fino al 2020, utili all'inserimento nel mondo del lavoro quali i pagamenti immediati, i rimborsi spesa, l'avvio dei tirocini per coloro che sono inseriti nelle graduatorie, il riconoscimento dei tirocini e dei corsi di formazione svolti nonché l'introduzione di un reddito minimo garantito; regolare l'impiego dei tirocini quali strumenti per insegnare ai giovani le conoscenze necessarie per svolgere adeguatamente le mansioni cui saranno preposti; individuare nuovi meccanismi che consentano alle aziende di poter assumere i tirocinanti/ apprendisti al termine del tirocinio o dell'apprendistato; accertare le cause che determinano l'abbandono degli studi e ad introdurre adeguate misure di sostegno economico in favore dei giovani costretti ad interrompere il corso scolastico perché non in grado di sostenerne i costi; eliminare l'attuale graduatoria unica al fine di ridurre i tempi di attesa per il colloquio". La mozione si apprende da una nota, porta la firma anche dei senatori Bocca, Bruni, Compagna, Di Maggio, Giovanardi, Mandelli, Perrone, Rizzotti, Tarquinio e Zizza.

La nota riporta che secondo i dati diffusi dal Ministero del lavoro, sarebbero oltre un milione i giovani che si sono registrati sul sito "Garanzia Giovani". Tuttavia, afferma d'Ambrosio Lettieri «nonostante il rilevante numero di iscritti, il piano, secondo il report dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol), avrebbe portato all'inserimento nel mondo del lavoro di soli 32mila giovani e avrebbe consentito alla maggior parte degli iscritti solo di seguire corsi di formazione o tirocini. I tirocini, in particolare, il cui numero è di quattro volte superiore a quello dei contratti, parrebbero essere utilizzati quale forma di lavoro (mascherato) prediletta dalle imprese, oltre al fatto che assorbirebbero anche buona parte delle risorse stanziate al pari dei corsi di formazione, dei convegni, dei seminari ecc.». In questo modo, continua d'Ambrosio il Piano «avrebbe costretto i giovani a effettuare più iscrizioni su database diversi; tale procedura, a sua volta, avrebbe "trascinato" gli iscritti in un vortice di burocrazia. Il piano Garanzia Giovani italiano, inoltre, sarebbe stato caratterizzato da evidenti inefficienze amministrative, dalla poca trasparenza dei bandi e dall'assenza di rimborsi spese. Le condizioni di incompatibilità, di complessità burocratica e di tempistica necessaria all'assolvimento delle procedure nonché quelle relative al declino del mercato del lavoro, quale effetto di un uso improprio del programma», conclude d'Ambrosio Lettieri, «producono grave disagio e la conseguente protesta di tanti giovani, come ad esempio accade per i laureati in farmacia che, lungi dall'ottenere gli auspicati benefici dalle misure introdotte dal programma, vedono inesorabilmente sempre più gravemente pregiudicate le loro prospettive occupazionali». (SZ)
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