Sanità

lug172018

Garattini premiato in Lombardia, investire di più su ricerca

Garattini premiato in Lombardia, investire di più su ricerca
Oggi i lavori del Consiglio regionale lombardo si sono aperti con una cerimonia dedicata a Silvio Garattini, una vita spesa per la ricerca farmacologica, al timone dell'Istituto Mario Negri di Milano, in vista del suo 90esimo compleanno. La Regione ha voluto tributargli un riconoscimento e offrirgli un segno di gratitudine per la sua «instancabile attività». Per questo il governatore Attilio Fontana e il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi gli hanno consegnato una piccola scultura di Arnaldo Pomodoro sul tema della rosa Camuna, simbolo della regione. Una ''Benemerenza'' per i "meriti medico-scientifici riconosciuti a livello internazionale" e per l''impegno profuso "nello sviluppo della ricerca farmacologica".

Lo scienziato bergamasco, classe 1928, ne ha approfittato per sottolineare l'importanza di guardare alla ricerca non come a una spesa, ma come a un investimento. I suoi sviluppi hanno bisogno non solo di cervelli, ma anche di strutture (laboratori e strumentazioni) adeguate ai tempi, oltre che di flessibilità da applicare a favore dei ricercatori». Perché da un lato il problema è che «ne abbiamo troppo pochi e dobbiamo avere la possibilità di trattenere molti dei giovani che oggi partono per l'estero e dall'altro lato abbiamo bisogno di più risorse. Un Paese che non ha ricerca a sufficienza non può aspirare a migliorare. Ritengo quindi necessario fare uno sforzo in più, anche se la Regione Lombardia è abbastanza allineata» con le realtà più avanzate, ha dichiarato il farmacologo.

Ma il monito di Garattini è più generale. «Soprattutto in rapporto al Servizio sanitario nazionale, occorrerebbe stabilire una percentuale del Fondo sanitario nazionale dedicata alla ricerca, perché il Ssn è un'attività complessa e senza ricerca si rischia di fare interventi superati dalle conoscenze. Abbiamo bisogno di rimodernare le nostre istituzioni in termini di attrezzature, creando e sviluppando di più le possibilità offerte per esempio dall'informatica, per affrontare i problemi importanti della Medicina». Lo Human Technopole, maxi polo che sta sorgendo nell'area che ha ospitato l'Expo a Milano, è «certamente un'attività e una risorsa importante» che porterà tecnologia e avanguardia, «ma bisogna stare attenti che non sia una cattedrale nel deserto» avverte il farmacologo. «Cioè che non si abbia una situazione in cui c'è tutto quel che serve, mentre le altre continuano a vivere in miseria, con grandi difficoltà. È fondamentale uno sviluppo coordinato anche con tutte le attività che già esistono».
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