Sanità

mag42012

Gb: potenziare il controllo dei farmacisti contro errori medici

Se i medici di famiglia commettono errori nella prescrizioni di farmaci, con un’incidenza in un anno pari a un paziente su sei interessato e un picco del 38% nel caso di over 75, la soluzione arriva dalle farmacie, che potrebbero garantire, grazie ai loro controlli sulle ricette, una riduzione di questi valori del 50%. A sostenerlo è la Royal Pharmaceutical Society che ha commentato i dati di uno studio sugli errori commessi dai medici di famiglia, condotto in Gran Bretagna su 1.200 pazienti dal General Medical Council. Da quanto emerge, si tratta di errori che nella stragrande maggioranza dei casi non sono seri (lo sono solo nel 4% delle volte) e che per lo più sono causati da informazioni non complete o dosi e tempi di somministrazione errati. Ma il dato più interessante è che, secondo gli studiosi, l’impatto dell’errore riesce, per lo più, a non essere rilevante grazie al fatto che la prescrizione del medico viene corretta per tempo dal farmacista. Da qui allora l’appello della Royal Pharmaceutical Society per avviare una maggiore collaborazione che veda lavorare il farmacista fianco a fianco con il medico di famiglia ed effettuare un controllo su ciascuna ricetta, spendendo anche più tempo con i pazienti, con una consulenza che potrebbe essere condotta, a seconda della gravità della patologia del paziente, in un'area riservata e dedicata.


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