Sanità

giu62013

Gb, professionisti sotto stress: troppo lavoro poca vita privata

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I farmacisti di comunità inglesi denunciano una qualità della vita, in termini di equilibrio tra lavoro e vita privata, più bassa rispetto ai colleghi che lavorano negli ospedali nell’industria o nell’assistenza di base. Peggio di loro stanno solo i farmacisti che operano in ambito accademico. A delineare il quadro è una ricerca pubblicata dall'International journal of pharmacy practice, basata su un’intervista rivolta a 12.364 farmacisti. Con 10 domande su aspetti come l'orario di lavoro, l’impatto degli impegni professionali sulla vita familiare e lo stress legato a orari e impegni, è stato definito un punteggio per misurare l’equilibrio tra vita personale e lavoro. I farmacisti di comunità hanno raggiunto il punteggio peggiore, superati solo dai colleghi accademici. Nella realtà delle farmacie di comunità è, infatti, emerso dalle risposte date che 4 farmacisti intervistati su 10 lavorano solitamente con orario prolungato e più di un quarto non ha tempo da dedicare alle relazioni sociali o alla relazione con il partner o per vedere la famiglia durante la settimana. Questa condizione riguardava titolari, dipendenti e quanti di loro avessero responsabilità di assistenza al di fuori della farmacia, magari verso familiari non autosufficienti: tutti vivevano la difficoltà di mantenere una sano equilibrio tra i due ambiti di azione. Gli autori dell’indagine concludono che i datori di lavoro, ma anche le autorità di regolamentazione del lavoro e le organizzazioni dell’ambito farmaceutico dovrebbero occuparsi anche di questi aspetti del lavoro favorire il mantenimento di un equilibrio che sembra messo a rischio, e suggeriscono di ricorrere alla flessibilità di orario a contratti part-time per chi si occupa di genitori anziani o parenti


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