Galenica

giu192020

Gel di tinture madri per allestire preparati come multiplo officinale

Gel di tinture madri per allestire preparati come multiplo officinale

La tintura madre estratta dalle piante, è una preparazione liquida ottenuta esaurendo la droga fresca tramite percolazione o macerazione, utilizzando come veicolo di estrazione una soluzione idroalcolica. Gli esempi formulativi in galenica

Dalle piante si possono ottenere estratti fluidi, estratti secchi, macerati glicerici, oli essenziali, ma solo un estratto ci permette di allestire dei preparati ad uso topico come multiplo officinale: le tinture madri. La tintura madre (abbreviata Tm) è una preparazione liquida, ottenuta esaurendo la droga fresca tramite percolazione o macerazione solitamente utilizzando come veicolo di estrazione una soluzione idroalcolica. Il grado alcoolico varia tra i 60° e li 80° in funzione della solubilità degli attivi da estrarre.

Definizione e le modalità di realizzazione della Tintura madre

La definizione e le modalità di realizzazione della Tintura madre variano tra la farmacopea tedesca e quella francese. L'aspetto comune che le differenzia dalla tintura officinale è che in entrambi i casi si parte normalmente dalla pianta fresca, mentre nel caso di tintura officinale si utilizza la pianta secca. Nella farmacopea francese, si definiscono tinture madri quegli estratti ottenuti generalmente da pianta fresca, cresciuta nell' ambiente naturale, non trattata, e raccolta nel periodo balsamico della droga. La soluzione viene aggiunta in un rapporto 1:10. Questo rapporto viene ottenuto considerando come punto di partenza il peso della pianta secca. Nella farmacopea tedesca, invece si fa riferimento alla Tintura madre Hannemaniana, ovvero il succo della pianta fresca estratto per spremitura e stabilizzato con una soluzione etanolica (acqua + etanolo), in quantità pari al peso del succo estratto. In tal modo il rapporto tra sostanza estratta dalla pianta e soluzione etanolica è di 1:2. Tuttavia, a seconda del grado di umidità della pianta e del contenuto di attivi (in particolare la presenza o meno di oli essenziali o resine), si può prevedere anche un rapporto tra sostanze estratte e soluzione etanolica di 1:3 o di 1:10. In tutti i casi, la macerazione viene poi protratta per 21 giorni a temperatura ambiente sotto frequente agitazione. Successivamente si sottoporrà il composto a decantazione, filtrazione e spremitura del fondo. Il liquido ottenuto dalla spremitura viene aggiunto al liquido di prima filtrazione e quest'ultima soluzione viene filtrata nuovamente dopo 48 ore. Nella Farmacopea omeopatica tedesca Hab 2000-2008 è riportata la monografia "Preparazione semisolide per uso umano" che definisce le caratteristiche di questi preparati. In primis devono soddisfare i requisiti della sezione "preparati semisolidi per uso cutaneo"; la farmacopea si sofferma poi nel proscrivere l'utilizzo di antiossidanti e stabilizzanti salvo nel caso si utilizzino basi con forte componente acquosa (quali creme O/A o idrogel). Il riferimento del paragrafo all'etichettatura consente infine al farmacista di allestire come multiplo gel a base di tinture madri a patto che la concentrazione massima totale sia del 10%.

Tintura madre di arnica

Le tinture madri utilizzabili sono poi riportate in farmacopea, riportiamo alcuni esempi con la tintura madre di arnica:
Esempi formulativi.

Esempio 1.
Materiali: bilancia, agitatore magnetico o bacchetta di vetro, becher
Tintura madre di arnica 10g
Idrossietilcellulosa 2g
Acqua preservata qb a 100g
Portare all'ebollizione l'acqua e sciogliervi una miscela adeguata di nipagine (metile p-idrossibenzoato e propil p-idrossibenzoato). Versare a pioggia gradualmente l'idrossietilcellulosa sotto costante agitazione fino a incipiente gelificazione e raffreddamento. Aggiungere quindi la tintura madre. Lasciare quindi a riposo per qualche ora per permettere all'idrossietilcellulosa di idratarsi e di completare la gelificazione. Addizionalmente si può aggiungere alla formula della glicerina come co-solvente e per migliorare e velocizzare l'idratazione dell'idrossietilcellulosa. Per evitare la precipitazione di sostanze presenti nella tintura si può aggiungere anche dell'alcool, se la quantità di questo, unito a quello presente nella tintura madre supera il 25%, si può evitare di aggiungere la miscela di nipagine.

Esempio 2.
Materiali: bilancia, agitatore magnetico o bacchetta di vetro, becher, pHmetro
Tintura madre di arnica 10g
Carbopol 0.5g
Naoh 10% qb
Acqua preservata qb a 100g
Portare all'ebollizione l'acqua e sciogliervi una miscela adeguata di nipagine (metile p-idrossibenzoato e propil p-idrossibenzoato). Versare a pioggia gradualmente il carpobol sotto costante agitazione fino uniforme sospensione dello stesso. Aggiungere quindi alcune gocce di Naoh 10% fino al raggiungimento di ph prossimo alla neutralità e conseguente gelificazione. Addizionare infine la tintura madre. Anche in questo caso si può prevedere l'aggiunta di glicerina come cosolvente per evitare la precipitazione di sostanze, così come l'aggiunta di ulteriore alcool per evitare l'utilizzo di nipagine. Come da indicazioni di farmacopea nel caso di allestimento di multiplo officinale il massimo allestibile è di 3kg e la scadenza del preparato, nel caso del raggiungimento di un tenore alcolico di 25°, può esser portata fino a 6 mesi.

Luca Guizzon - Farmacista clinico territoriale, esperto di fitoterapia, farmacia Campedello, Vicenza

Fonti:

Farmacopea omeopatica tedesca Hab 2000-2008
Farmacopea italiana
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