Sanità

apr212020

Gel mani, Alcol al 70%. Farmacie: Ministero chiarisca nuove indicazioni. Incoerenze e criticità

Gel mani, Alcol al 70%. Farmacie: Ministero chiarisca nuove indicazioni. Incoerenze e criticità

Le indicazioni del Ministero sul lavaggio delle mani con disinfettanti a base alcolica sono in contrasto con quelle dell'Istituto superiore di sanità. Diverse le percentuali di etanolo che devono avere i gel

Per disinfettare e detergere le mani ed eliminare il SarsCov-2 eventualmente presente si possono utilizzare, se non si ha possibilità di lavarle con acqua e sapone, disinfettanti a base alcolica, purché abbiano una percentuale di etanolo (alcool etilico) non inferiore al 70%. Così il Ministero ha aggiornato le indicazioni sulla regola aurea del lavaggio mani che però si pone "in contrasto con quelle fornite dall'Istituto superiore della sanità (Iss), che indicano una concentrazione compresa tra il 60% e il 70%. A far notare la non corrispondenza tra indicazioni ufficiali è Federfarma in una lettera indirizzata a Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Comitato tecnico scientifico, in cui chiede chiarimenti su diversi aspetti tecnici, segnalando le potenziali conseguenze di tale variazione: carenza di gel o soluzioni igienizzanti, aumento dei prezzi e danno economico a carico delle farmacie.

Verificare efficacia anti-Covid degli attuali gel mani

Nella lettera, il sindacato segnala le fonti istituzionali che in diverse modalità riportano l'indicazione "è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%: l'opuscolo curato dalla "Task Force Comunicazione Iss" del 28 febbraio e le Faq aggiornate al 26 marzo 2020, entrambi nella sezione EpiCentro del sito dell'Iss, l'infografica sui comportamenti da seguire. "La palese difformità di indicazioni", scrive Federfarma richiede un immediato chiarimenti a fronte di diverse criticità e conseguenze.
In primo luogo, c'è l'incertezza di aver dispensato finora prodotti (legittimamente contenenti le percentuali di alcol indicate da Parte pubblica) "la cui efficacia "anti- Covid" risulta da verificare". E stabilire "la sorte dei numerosi prodotti di origine industriale che contengono concentrazioni di alcol comprese tra il 60 ed il 70%, che risulterebbero a questo punto non idonei per l'igienizzazione anti-Covid".

Incoerenza con procedure per commercializzazione

C'è poi un aspetto normativo: i prodotti che vantano attività disinfettante ricadono, a regime, in due distinte tipologie presidi medico chirurgici e biocidi. Per l'immissione in commercio le normative specifiche di settore "prevedono il rilascio di autorizzazione/registrazione da parte del Ministero della salute, all'esito di opportuni controlli che ne valutino la sicurezza per il consumatore e per l'ambiente nonché l'efficacia nelle condizioni di uso indicate ed autorizzate. Non sembrerebbe dunque coerente con tali normative di settore - osserva il sindacato - l'indicazione di una percentuale minima di alcol etilico quale parametro discriminante per garantirne l'efficacia".

Indicazione della percentuale da chiarire

Sotto il profilo tecnico-scientifico, Federfarma chiede di conoscere su quali evidenze scientifiche si basi la nuova informazione e poi segnala che il dato pubblicato sul sito del Ministero "non chiarisce se la previsione di una "percentuale di etanolo (alcol etilico) non inferiore al 70%" si riferisca alla percentuale in volume". E aggiunge che il dato pubblicato "non solo non specifica se peso su peso o volume su volume, ma non riporta neanche il valore di concentrazione massima, il che potrebbe indurre ad utilizzare, inefficacemente, alcol puro".

Ricadute economiche: carenze e aumento dei prezzi

Infine, le ricadute economiche su operatori del settore e cittadini: "L'effetto delle indicazioni di innalzamento della percentuale di alcol potrebbe essere quello di determinare una carenza di gel o soluzioni sull'intero territorio nazionale e un conseguente aumento dei prezzi, dal momento che la maggior parte dei prodotti hanno concentrazioni superiori al 60% ma inferiori al 70%. E ciò senza considerare il grave nocumento economico che deriverebbe a carico di quelle farmacie che si sono approvvigionate di tali prodotti e che, come noto, hanno massimamente contribuito al calmieramento dei prezzi producendo, attraverso i propri laboratori, prodotti perfettamente conformi alla Farmacopea di riferimento".
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