Sanità

dic12010

Generici, altri attacchi alla sostituzione

Dopo il sondaggio di Fimmg Veneto della scorsa settimana, è ora la Simg a scagliare una tegola contro i farmacisti. L’occasione l’ha fornita il 27° Congresso nazionale della società scientifica, organizzato a Firenze dal 25 al 27 novembre. Nel cartellone degli appuntamenti, spiccava, infatti, un simposio dedicato alla bioequivalenza in cui si è tornato a parlare di prescrizione e sostituzione. «I medici di famiglia» ha affermato nel corso dell’incontro Achille Caputi, professore di Farmacologia all’università di Messina «sarebbero lieti di prescrivere il farmaco generico, ma hanno bisogno di regole chiare». Di qui la richiesta all’Aifa di “importare” dagli Usa l’Orange book, una guida curata dalla Fda che indica per ogni generico gli equivalenti con cui è eventualmente possibile sostituirlo. La richiesta trae origine da una constatazione: il fatto che due “off patent” siano equivalenti di un branded non significa che a lorto volta siano equivalenti tra loro. Di qui la richiesta dei medici di famiglia di impedire la sostituzione in caso di prescrizione di un generico. Con l’attuale cornice regolatoria, ha rimarcato non a caso Luigi Galvano, segretario amministrativo nazionale Simg, c’è il rischio che i pazienti assumano disordinatamente prodotti diversi: «Ce ne rendiamo conto vedendo le scatole di medicinali sul tavolo dei pazienti che seguiamo nell’assistenza domiciliare. Tutto ciò rende ancora più difficile il già grande problema della compliance».


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