Sanità

mag252018

Generici e biosimilari, Sif: in 15 anni dimezzamento costi e aumento accesso a cure

Generici e biosimilari, Sif: in 15 anni dimezzamento costi e aumento accesso a cure
Dal 2002 a oggi sono stati autorizzati al commercio quasi 9 mila farmaci equivalenti con una riduzione media del prezzo rispetto al farmaco originatore di oltre il 50%, e sono 18 i prodotti biosimilari che dal 2006 sono entrati in commercio in Italia, incrementando del 30-50% il numero dei pazienti trattati con terapie biologiche per patologie croniche e gravi. In 15 anni, senza equivalenti e biosimilari, il costo dei farmaci avrebbe avuto un incremento di alcuni miliardi di euro. Questo il bilancio tracciato dalla Sif la Società Italiana di Farmacologia, in occasione degli incontri legati al progetto formativo EquiBios che punta a fornire conoscenze aggiornate in tema di farmaci equivalenti e biosimilari ai futuri professionisti della salute, medici e farmacisti.

"Ancora oggi - si legge nella nota Sif - in particolare i farmaci equivalenti vengono spesso percepiti da medici, farmacisti e pazienti come un prodotto disponibile sul mercato esclusivamente per esigenze di risparmio economico, ma inferiore ai farmaci di marca per qualità, efficacia e sicurezza. Si rende pertanto necessario compiere uno sforzo ulteriore, promuovendo un'adeguata conoscenza di questi prodotti attraverso percorsi formativi che arricchiscano profondamente il bagaglio di conoscenze dei futuri medici e operatori sanitari". Per perseguire questo obiettivo, la Sif ha promosso il progetto EquiBios che, utilizzando una strategia didattica di e-learning e le piattaforme informatiche esistenti nelle sedi universitarie, ha l'obiettivo di migliorare «il saper fare» e il «saper essere» degli studenti. Il progetto, che ha come capofila l'Università degli studi di Firenze, è stato presentato in Sicilia dal Presidente della Sif Alessandro Mugelli, nel corso di due incontri scientifici che si sono tenuti a Palermo e a Roccalumera (Messina) e gli atenei di Catania, Messina e Palermo hanno scelto di aderire. Senza il contributo di questi prodotti, scrive la Sif, il Ssn avrebbe dovuto sostenere maggiori oneri che si sarebbero ripercossi anche sull'accesso alle cure. Al contrario, il settore dei medicinali equivalenti e biosimilari ha contribuito alla sostenibilità della spesa farmaceutica e ha permesso l'adozione progressiva dell'innovazione, offrendo un vero universalismo sanitario e un accesso concreto alle nuove terapie.

Da questa considerazione deriva il valore etico ancor prima che economico del bene-farmaco: equivalenti e biosimilari contribuiscono al processo di razionalizzazione della spesa pubblica e alla crescita economica del Paese. È questa una strategia fondamentale per garantire la sopravvivenza della sanità pubblica e favorire il processo di disinvestimento (da servizi e prestazione dal basso value) e la riallocazione delle risorse recuperate in servizi essenziali e innovazione ad elevato value. «Non possiamo che apprezzare l'iniziativa della SIF che ha il pregio di coniugare fattivamente la formazione dei ricercatori e la divulgazione delle conoscenze in ambito farmacologico con l'obiettivo di creare valore per la salute dei pazienti - commenta Enrique Hausermann, presidente Assogenerici. - L'attivazione di questo progetto che punta all'aggiornamento dei programmi di farmacologia per i corsi di laurea di Area sanitaria rappresenta uno snodo nel percorso formativo dei giovani universitari che avranno sempre più il compito di contribuire all'ottimizzazione dell'uso delle risorse del Ssn a difesa dell'universalismo delle cure». (SZ)
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