Sanità

set292017

Gestione cronicità, da farmacie sociali europee impegno per Buone pratiche comuni

Gestione cronicità, da farmacie sociali europee impegno per Buone pratiche comuni
Studiare percorsi per la presa in carico in farmacia del paziente, in particolare cronico, comuni alle farmacie sociali di tutta Europa, cercando di individuare buone pratiche tra le tante esperienze presenti nei vari Paesi che siano esportabili e compatibili con le diverse normative locali, in modo da arrivare a definire strade, programmi e progettualità anche per far sì che il farmacista continui a ricoprire e ricopra sempre più una «posizione strategica in società con meno risorse di un tempo ma più bisogni sanitari». È questo uno dei principali risultati emersi dalla prima Assemblea in Italia della UEFS, unione europea delle farmacie sociali, sotto la guida di Venanzio Gizzi, presidente Assofarm, che si è tenuta settimana scorsa nel corso della giornata di studio organizzata a Monza che ha visto la partecipazione anche di associazioni di medici e di farmacisti internazionali. Il tema, spiega Gizzi, è «riuscire ad assicurare alti livelli di servizio tanto a quei segmenti oggi più colpiti da problemi sanitari (anziani, malati cronici, fasce di popolazione impoverite) quanto alle nuove generazioni».

E la premessa è che «rimanere ancora eccessivamente legati al farmaco-prodotto significa acuire il processo di impoverimento economico e professionale della farmacia. Il farmacista potrà stimolare la personalizzazione della cura e potrà prendere parte ai relativi progetti sanitari solo se saprà dialogare tanto con le istituzioni pubbliche quanto con gli altri professionisti della salute e con l'industria». In questa battaglia «le farmacie possono certamente giocare un ruolo e la UEFS nel suo complesso eÌ da sempre uno straordinario luogo di scambio di esperienze, raccolta di bisogni e apprendimento dei migliori casi di successo». Nel corso dell'attività europea, continua Gizzi, «abbiamo preso l'impegno di studiare dei percorsi per la presa in carico in farmacia del paziente, in particolare cronico, comuni alle farmacie sociali di tutta Europa, cercando di individuare buone pratiche tra le tante esperienze presenti nei vari Paesi che siano esportabili e compatibili con le diverse normative locali, in modo da arrivare a definire strade, programmi e progettualità da avviare nei rispettivi paesi. Prossimo appuntamento sarà a novembre e contiamo di fare un primo punto delle progettualità sul campo e di iniziare a disegnare dei percorsi comuni. Con la prossima assemblea contiamo di avere dei programmi conclusi». Intanto, sul fronte italiano, punto di partenza sarà il progetto sperimentale avviato in toscana: «per quanto ci riguarda, dai primi mesi dell'anno ci stiamo occupando di uno dei primi progetti italiani che prevede elementi strategici quali la creazione di team multi-professionali comprendenti anche i farmacisti, e lo sviluppo di processi avanzati di presa in carico extra-ospedaliera dei pazienti cronici».

Il riferimento è al progetto di farmacista di famiglia che coinvolge «la ASL Area Vasta Sud-Est Toscana e che potrebbe essere di interesse per tanti altri territori e che certamente rivela una nuova attenzione per la farmacia da parte delle Regioni italiane. E il farmacista presente in questo progetto non si limita a dispensare farmaci ma è un professionista sanitario, con una sua specificità scientifica che gli permette di collaborare in pari dignità con i medici di medicina generale e specialisti, che offre un servizio efficacie ed efficiente e per questo può pretendere dal Servizio Sanitario Nazionale un'equa remunerazione». A ogni modo, tra le attività a cui è dedita la Uefs, ricorda Gizzi, ci sono «i sei impegni per prestazioni farmaceutiche di qualità, la Diversa Remunerazione del farmacista e le Raccomandazioni per un'adeguata retribuzione delle prestazioni farmaceutiche, il Dossier farmaceutico, le Raccomandazioni per l'elaborazione di standard di Buone prassi in Farmacia». L'Uefs comprende 2.300 farmacie e una decina di grossiti-distributori in un'area che tocca Belgio, Francia, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Svizzera.


Francesca Giani
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