Sanità

apr82020

Gestione mascherine, Federfarma: farmacie schiacciate tra sanzioni e condizioni capestro. Ecco le nostre richieste

Gestione mascherine, Federfarma: farmacie schiacciate tra sanzioni e condizioni capestro. Ecco le nostre richieste

Federfarma: nonostante l'allarme lanciato sulle speculazioni sui prezzi delle mascherine e le richieste di intervento, l'unica cosa concreta sono i controlli delle autorità e le sanzioni per le farmacie per lo sconfenzionamento di pacchi multipli

Nonostante l'allarme lanciato da tempo sulle possibili speculazioni sui prezzi delle mascherine e le ripetute ma inascoltate richieste di intervento per contrastarle, avanzate dal sindacato dei titolari di farmacia, oggi l'unica cosa concreta sono i controlli delle autorità competenti e le sanzioni per le farmacie che hanno sconfezionato i pacchi multipli senza un cenno alle "condizioni capestro di acquisto" cui si assoggettano le farmacie per rendere disponibili le mascherine ai pazienti più fragili. A denunciare le difficoltà in cui operano le farmacie e a sottolineare l'impegno portato avanti da Federfarma nel corso dell'emergenza Covid-19, è un comunicato stampa che riepiloga le azioni messe in campo per una possibile gestione corretta della distribuzione delle mascherine nelle farmacie.

Prezzi, sconfezionamento e deroghe sulle mascherine

Oltre all'allarme già lanciato, Federfarma sottolinea aver più volte chiesto "a tutte le Amministrazioni competenti una serie di chiarimenti per fare in modo che le farmacie stesse potessero vendere le mascherine a prezzi imposti e senza inutili adempimenti burocratici, che si ripercuotono negativamente sulla qualità del servizio ai cittadini" e di aver proposto "che la distribuzione delle mascherine, provenienti dal canale della Protezione civile, fosse effettuata gratuitamente dalle farmacie".
Inoltre, fa sapere di aver avanzato formalmente diverse richieste "con innumerevoli lettere, rimaste tutte senza risposta", che riguardano la possibilità:
- di avere l'imposizione di un margine inferiore a quello del farmaco etico per le varie tipologie di mascherine, in modo da consentire alle farmacie di definire prezzi equi e sostenibili per la collettività;
- sconfezionare i pacchi da 50 o 100 mascherine e venderle anche in forma singola, evitando così anche fenomeni di accaparramento;
- vendere mascherine anche senza il marchio Ce, come previsto dal decreto-legge n. 18 del 2020, premunendosi di acquisire da produttori, importatori e distributori le necessarie certificazioni, per ridurre i tempi di immissione in commercio.

Prezzi e fenomeni speculativi

Sul fronte degli "odiosi fenomeni speculativi", Federfarma fin da subito si è attivata per costituirsi parte civile contro soggetti, anche interni alla categoria, che si dovessero rivelare colpevoli". Ma, sottolinea il sindacato "nonostante le plurime attestazioni di stima, provenienti in primis dal Presidente della Repubblica, nonostante la categoria dei farmacisti stia pagando un prezzo altissimo, anche con la scomparsa di colleghi e con centinaia di contagiati che hanno contratto il virus continuando a tenere aperte le farmacie, tutti gli appelli lanciati per ridurre i costi e migliorare il servizio offerto alla collettività sono rimasti inascoltati".

Controlli dei Nas, sanzioni e condizioni capestro di acquisto

"L'unica cosa concreta - sottolinea amaramente Federfarma - che si è potuta constatare sono gli innumerevoli controlli effettuati dalle Autorità preposte, con l'elevazione di pesantissime sanzioni per quelle farmacie che hanno avuto il buon senso di vendere mascherine singole anziché confezioni da 20, 50 o 100. Nessun cenno - incalza il comunicato - per spiegare l'alterazione dei prezzi alla fonte di cui le farmacie sono le prime vittime o per dire che le farmacie si assoggettano a condizioni capestro di acquisto pur di rendere disponibili le mascherine agli anziani, ai pazienti oncologici, a quelli che debbono seguire terapie in day hospital, alle donne in gravidanza.
E conclude con una provocazione: "Sotto il profilo etico e logico, è possibile obbligare una farmacia a consegnare ad un singolo utente una confezione di 50 mascherine chirurgiche sottraendone la disponibilità in maniera irrazionale e provocando evidenti danni nei confronti della collettività? È possibile esporre le farmacie al rischio di pesantissime sanzioni amministrative per avere agito razionalmente vendendo mascherine singole sconfezionate?".

(SZ)
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