Sanità

ott242016

Ghiani: così com'è Credifarma avrà vita breve

Ghiani: così com’è Credifarma avrà vita breve
"La nostra finanziaria sta faticosamente rimettendosi in carreggiata e risalendo la china in cui era precipitata a causa degli errori della gestione precedente". È questo passaggio della relazione della presidente di Federfarma Annarosa Racca, nel corso dell'ultima discussa assemblea, ad aver provocato la dura reazione dell'ex presidente Carlo Ghiani, che ha inviato ai presidenti di unioni regionali e associazioni provinciali di Federfarma una lettera nella quale si difende dalle accuse e rilancia. «Intanto» premette Ghiani interpellato da Farmacista33 «mi preme chiarire le cose sulla gestione della crisi. Una crisi» sottolinea «che non ha riguardato solo Credifarma ma tutte le società finanziarie e le banche. All'epoca io ho denunciato la situazione inutilmente e ho provato a gestirla, proponendo di rivedere il business. Senza riuscire».

A quel punto per l'ex presidente di Credifarma la situazione all'interno del sindacato si è fatta insostenibile e, dice Ghiani, «sono stato defenestrato». Un esito prevedibile rispetto al quale «mi sono assunto le mie responsabilità». Ora, però, passato oltre un anno, come denuncia nella lettera inviata ai presidenti circolano «calunnie» sul suo conto con riferimento a irregolarità compiute nel corso della sua presidenza. «Il messaggio veicolato è che io avrei gestito questioni personali e rimborsi spese a mio vantaggio. Un'accusa fatta circolare ad arte ora che la presidenza Racca "zoppica" ma che non ho intenzione di accettare senza reagire». Per questo Ghiani come spiega nella sua lettera affida all'Ad. Alessandrini "ogni possibile chiarimento e delucidazione in ordine alla liceità degli atti compiuti in qualità di presidente di Credifarma".

Non solo. "Le ultime mie cinque denunce dei redditi saranno a disposizione dei componenti del Consiglio di presidenza presso lo studio dell'avvocato Macciotta a Cagliari". Ma Ghiani oltre a difendersi dalle accuse, rilancia: «Ho speso male i soldi dei farmacisti? E voi?» dice rivolgendosi ai colleghi dell'attuale Consiglio di presidenza invitati nella lettera a depositare le dichiarazioni dei redditi per poter consultare le sue dichiarazioni. Così si può capire "chi campa di Farmacia e chi di Sindacato". Sul futuro della Finanziaria Ghiani è a dir poco scettico. «Credifarma così com'è ha vita brevissima visto che, si sa, che le due banche socie (Bnl e Unicredit N.d.r.) vogliono abbandonare, a quel punto ben difficilmente potrà sopravvivere. Del resto» conclude Ghiani «il piano industriale portato dalla presidente Racca parlava di 500 nuovi clienti. Non solo non ci sono, ma ne sono stati persi quasi 300. Difficile sopravvivere senza soci».


Marco Malagutti
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