Sanità

lug282022

Giornata contro l'epatite C, Italia lontana da obiettivi Oms: servono più screening e informazione

Giornata contro l’epatite C, Italia lontana da obiettivi Oms: servono più screening e informazione

L'Oms mira a raggiungere l'eliminazione dell'epatite entro il 2030. L'Italia è ancora lontana dagli obiettivi sull'epatite C. C'è scarsa conoscenza dell'infezione


"Can't wait. Together we can make it happen" è l'appello lanciato come claim dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la Giornata mondiale di sensibilizzazione contro le epatiti virali, in particolare l'epatite C, che ricorre il 28 luglio. L'Oms mira a raggiungere l'eliminazione dell'epatite entro il 2030 e per arrivarci, ha indicato ai paesi obiettivi specifici: ridurre del 90% le nuove infezioni di epatite B e C; ridurre del 65% i decessi correlati all'epatite per cirrosi epatica e cancro; garantire che almeno il 90% delle persone con virus dell'epatite B e C venga diagnosticato; raggiungere almeno l'80% degli eleggibili con un trattamento adeguato.

L'Italia ancora lontana dagli obiettivi dell'Oms

L'Italia è ancora lontana dagli obiettivi dell'Oms, in particolare sull'epatite C, soprattutto a causa di una scarsa conoscenza dell'infezione e dei fattori di rischio che ancora persiste tra gli italiani come dimostra la recente indagine Doxa Pharma "Epatite C - awareness e conoscenze presso la popolazione italiana over 30": il 64% degli italiani sa poco o nulla dell'Hcv e non sa quali siano le patologie a esso correlate; il 47% non sa se l'epatite C si può curare o meno, il 63% non è in grado di definire spontaneamente quali sono i fattori di rischio e il 73% non ha mai fatto il test. Per questo, secondo gli esperti, sono fondamentali l'informazione sulle modalità di contagio e l'esecuzione di test di screening per fermare la diffusione del virus.
Per altro, secondo l'ultimo rapporto del Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute (Seieva), anche se sempre meno, si continuano a registrare nuove infezioni. Rilevante che sia in aumento il rischio legato a trattamenti di bellezza come manicure e pedicure, tatuaggi e piercing con strumentazioni non monouso o non sterilizzate in modo appropriato, ma anche da rapporti sessuali non protetti.


Debellare Hcv è possibile con più informazione e screening

Debellare l'infezione da Hcv è invece possibile anche grazie all'utilizzo di farmaci che agiscono direttamente sul virus e ne permettono l'eliminazione in oltre il 95% dei casi. Secondo l'Oms con vaccini, test diagnostici, farmaci e informazione, entro il 2030 nel mondo si potrebbero prevenire circa 4,5 milioni di morti dovute alle epatiti. Per raggiungere l'obiettivo l'Italia ha introdotto uno screening per l'epatite C, un'analisi gratuita, attraverso semplice prelievo di sangue, rivolta ai nati tra il 1969 e il 1989.
A febbraio 2020, il Governo ha stanziato un fondo per favorire gli screening, ma non è stato sfruttato a dovere: solo una minoranza le regioni ha implementato politiche per favorire l'emersione del sommerso dell'HCV. Solo alcune hanno avviato dei piani di screening: Basilicata, Liguria, Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Molise, Abruzzo, Valle d'Aosta. Tra le regioni ferme invece vi sono Campania, Umbria, Puglia, Lazio, Toscana, Calabria, Marche, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Sardegna. Emerge, cioè, che le regioni a statuto speciale sono rimaste tagliate dall'erogazione dei fondi statali. Il 31 dicembre 2022 i fondi scadono e bisogna capire quali siano stati i problemi di questi mesi e come si possa rilanciare la lotta all'Epatite C.
"Se oggi nel nostro Paese l'epatite C è curabile grazie ai farmaci e per l'epatite B esiste un vaccino, lo si deve all'impegno straordinario della Ricerca delle imprese farmaceutiche", dichiara Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, in occasione della Giornata Mondiale delle epatiti. - La R&S ha dato nuove speranze di cura a molti pazienti e a tutte le loro famiglie. Con effetti benefici sulla salute pubblica e anche sulle finanze dello Stato. Prima dei nuovi farmaci il welfare in Italia dedicava oltre 1 miliardo di euro per l'assistenza dei malati di epatite C. Oggi le persone trattate con i farmaci innovativi, e quindi guarite, sono circa 240 mila. Cittadini che possono tornare a una vita normale, piena, ad alta qualità, lavorativa e sociale.

Fare informazione per far emergere il sommerso

Inoltre, esiste un sommerso ancora molto rilevante. In Italia si stima ci siano ancora 100 mila persone con malattia di fegato avanzata causata da un'infezione da Hcv attiva e non diagnosticata, la maggior parte di età compresa tra i 60 e i 70 anni, e altri 280.000 individui con infezione da Hcv attiva con età media di 46 anni, che non sanno di avere la malattia in quanto asintomatica.

Occorre ricordare che, se la prevalenza dell'infezione da Hcv nella popolazione italiana è dell'1%, si stima che tra le persone più anziane, sopra i 75 anni, la prevalenza salga fino al 6-7%. Queste infezioni sono generalmente avvenute prima che il virus fosse scoperto, ovvero prima degli anni '90, prima che venissero sviluppati protocolli di sicurezza e che si decidesse l'introduzione di strumenti monouso (aghi, siringhe, bisturi). La prevalenza aumenta al 7% circa anche in alcune specifiche popolazioni, come i detenuti o le persone che fanno uso di droghe iniettabili, che nei Paesi occidentali rimane il principale fattore di rischio per l'epatite C.
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