Sanità

nov302017

Giornata lotta all'Aids, in farmacia per educazione sanitaria e autotest

Giornata lotta all’Aids, in farmacia per educazione sanitaria e autotest
In vista della Giornata Mondiale della lotta all'Aids che ricorre, dal 1988, il 1° dicembre, arrivano le prime iniziative segnalate dalle associazioni di titolari: in Umbria le farmacie saranno in prima linea per informare sui rischi e sulle sfaccettature del virus HIV. Le farmacie di Cagliari lanciano una campagna social per ricordare l'importanza di fare il test.

In Umbria Federfarma regionale insieme a Anlaids Umbria Onlus spinge sul tasto dell'informazione: le farmacie della regione metteranno a disposizione dei cittadini profilattici omaggio, fascicoli e volantini informativi all'interno dei quali sono ben indicati i presidi ospedalieri dove è possibile fare il test HIV. In particolare, a Perugia in alcuni abituali punti di ritrovo particolarmente frequentati dai giovani saranno distribuiti gratuitamente profilattici e depliant con ben impresso il claim 'Lo Sai Che?', all'interno dei quali è possibile leggere consigli e delucidazioni in merito ai rischi di contagio.
A Cagliari si punta, in particolare, sull'importanza diagnosi. In una nota, il sindacato provinciale ricorda che la malattia viene tenuta sotto controllo da terapie specifiche, ma l'infezione da Hiv può essere asintomatica per anni. "Diagnosticare prima possibile l'infezione grazie al test specifico, significa rendere più efficace la cura della persona ammalata, diminuire la sua carica virale e ridurre le possibilità di contagio. Il 36% degli italiani non ha mai fatto il test. Da dicembre 2016, è possibile acquistare in farmacia un autotest che, tramite l'auto prelievo di una goccia di sangue dal dito, fornisce un risultato in 15 minuti. Questo tipo di test rileva l'infezione in maniera attendibile a condizione che dall'ultimo comportamento a rischio sia trascorso un periodo di tempo ("periodo finestra") di 3 mesi. Se il test è positivo, è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria. Fare il test rappresenta un momento delicato e a volte molto stressante: è importante valutare l'opportunità di non affrontarlo in solitudine e di farsi sostenere dal proprio medico, da un'associazione o da una persona di fiducia. Oltre l'85% delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali non protetti: nel 2015 i casi di trasmissione eterosessuale sono stati il 44,9% e quelli di trasmissione omosessuale (MSM) il 40,7%. L'incidenza più alta è stata osservata tra persone di 25-29 anni. Utilizzare sempre il preservativo è la miglior forma di prevenzione per tutte le malattie sessualmente trasmissibili".
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