Sanità

feb102017

Giornata raccolta del farmaco. Patrocinio Aifa contro disequità di salute

Giornata raccolta del farmaco. Patrocinio Aifa contro disequità di salute
«In qualità di direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco» scrive Mario Melazzini in un articolo apparso oggi sul sito dell'Ente «ricordo con orgoglio che anche quest'anno torna la Giornata di Raccolta del Farmaco, patrocinata da Aifa. Domani 11 febbraio nelle farmacie che in tutta Italia aderiscono all'iniziativa, i cittadini che lo vorranno potranno donare farmaci senza obbligo di ricetta medica agli enti caritativi che ogni giorno assistono centinaia di poveri che non sono possono permettersi le cure». Il patrocinio di Aifa non è un episodio isolato né solo di solidarietà, ma costituisce a tutti gli effetti un intervento di salute pubblica. «Consapevole dell'impatto del problema sull'intero sistema sociale in termini di crescita sostenibile, di disuguaglianza e di equità» prosegue infatti Melazzini «l'Aifa da tempo garantisce il proprio supporto alle iniziative volte a creare una solida collaborazione fattiva tra Istituzioni, filiera del farmaco ed enti no profit al fine di intervenire, con responsabilità etica e sociale e nel rispetto della normativa vigente, a sostegno delle persone in stato di bisogno».

Alla base di sono forti evidenze scientifiche. Un recente studio pubblicato su Lancet condotto nell'ambito del progetto sull'invecchiamento in salute "Lifepath" finanziato dalla Commissione Europea - afferma il direttore generale di Aifa - dimostra che difficili condizioni socio-economiche, come quelle legate al reddito, all'istruzione e al lavoro, possono ridurre più di 2 anni (2.6 anni per gli uomini e 1.5 anni per le donne) l'aspettativa media di vita di una persona con età compresa tra i 40 e gli 85 anni. «I ricercatori» spiega Melazzini «tra cui gli italiani Silvia Stringhini e Cristian Carmeli, hanno esaminato 48 studi di coorte condotti negli Stati Uniti, in Australia e in diversi Paesi europei (Regno Unito, Italia, Portogallo, Svizzera e Francia) e hanno effettuato una meta-analisi su una popolazione di più di 1,7 milioni di persone, costituita per il 54% da donne». È il primo grande studio, durato ben 13 anni, che analizza lo stretto rapporto tra status socio-economico e mortalità prematura - sottolinea ancora Melazzini - e costituisce la prima indagine su larga scala che procede a comparare l'importanza delle condizioni sociali con i maggiori fattori di rischio per la salute su cui si concentrano le strategie sanitarie globali. «Distinguendo tra posizione occupazionale di livello basso, intermedio e alto» aggiunge «gli studiosi hanno dimostrato come, sia negli uomini che nelle donne, un livello basso o intermedio sia associato a un rischio di mortalità più elevato rispetto a una posizione professionale alta e che l'incremento di mortalità legato a tale fattore di rischio supera quello associato all'obesità e all'abuso di alcool».

Dunque, continua il direttore generale Aifa «per raggiungere l'obiettivo globale della riduzione della mortalità, occorre includere nelle strategie di politica sanitaria a livello locale, nazionale e internazionale anche elementi come la lotta alla povertà e alla mancanza di istruzione, l'inserimento nel mondo del lavoro e l'integrazione sociale, attivando piani di intervento concreti per le classi sociali più disagiate e inserendo un'adeguata considerazione della correlazione tra condizioni sociali e salute negli obiettivi di sviluppo sostenibile». Anche in Italia le famiglie povere continuano a dedicare alla loro salute e ai farmaci una quota sempre più bassa delle proprie risorse: lo dicono i dati dell'ultimo Rapporto "Donare per curare: Povertà sanitaria e Donazione Farmaci", promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus. In media si spendono 682 euro annui a persona per le cure mediche, cita Melazzini, ma per gli indigenti questa spesa scende a 123 euro. Nelle famiglie non povere si usa il 4,4% del budget domestico per curarsi, in quelle povere si usa solo il 2,6% della spesa media mensile» cita Melazzini. Dunque, un'azione benemerita quella di Aifa e del Banco Farmaceutico, in linea con quanto previsto dall'articolo 32 della Costituzione.
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