Sanità

mag302017

Giornata senza fumo, Mandelli: serve nuovo passo avanti, accesso a farmaci e coinvolgimento farmacista

Giornata senza fumo, Mandelli: serve nuovo passo avanti, accesso a farmaci e coinvolgimento farmacista

A 14 anni dall'introduzione del divieto di fumare nei luoghi pubblici è necessario un nuovo e sostanziale passo avanti, come l'accesso ai nuovi supporti, sia farmacologici sia comportamentali, per il maggior numero di persone possibile e, sull'esempio del modello inglese, il coinvolgimento del farmacista di comunità nelle attività di disassuefazione dalla nicotina. Così il senatore Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani interviene nel dibattito aperto dalla Società Italiana di Tabaccologia che in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebra il 31 maggio, ha organizzato un convegno in corso oggi presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica a Roma. Il fumo di tabacco è il primo problema della sanità pubblica e spesso l'ultima voce (quando c'è) nei bilanci di programmazione sanitaria, un paradosso messo in evidenza dalla Società Italiana di Tabaccologia. Eppure, commenta Mandelli «i benefici che verrebbero alla società da una reale riduzione del tabagismo si misurano sia sul piano umano e della qualità di vita - con la riduzione di mortalità e morbilità - sia con una riduzione significativa dei costi sanitari legati alla patologia tumorale come a quelle cardiovascolari e respiratorie, di cui il pubblico spesso sottovaluta sia il rapporto con il fumo sia il reale impatto».

Il punto, secondo Biagio Tinghino, presidente della Società Italiana di Tabaccologia è «che i costi del tabagismo per lo Stato sono altissimi, circa 6,5 miliardi di euro per curare le malattie che derivano da questa dipendenza, senza considerare i danni sociali e il carico di sofferenza umana». Gli interventi per aiutare i pazienti a smettere di fumare sono dotati di un elevato rapporto di costo/efficacia. Uno studio inglese già alcuni anni fa ha dimostrato come un counseling breve, associato all'uso di farmaci di provata efficacia, è capace di salvare molte più vite di altri (e pur importanti) progetti di screening. Ma la chiarezza dei dati scientifici si scontra con l'idea che il fumo di tabacco sia un problema risolvibile con la sola "buona volontà" e perciò non abbia bisogno di trattamenti e servizi di cura. «Smettere di fumare da soli» aggiunge Tinghino «è il metodo più diffuso, ma anche quello meno efficace, che produce un esito dell'1-3% a distanza di un anno, mentre i trattamenti validati riescono a decuplicare le percentuali di successo». Anche i servizi per il tabagismo risentono della scarsa sensibilità verso il fenomeno: oggi in Italia sono circa 400, poco conosciuti e soprattutto poco considerati sul piano istituzionale. Secondo Tinghino «servirebbero norme o linee guida per definire standard di accreditamento dei servizi, linee guida sui trattamenti, modalità uniformi di erogazione delle prestazioni sul territorio nazionale» Un altro punto dolente è costituito dai farmaci per smettere di fumare, che a oggi sono a totale carico del cittadino che, a questo punto, viene penalizzato due volte: non solo quando fuma, ma anche quando vuole smettere.

L'Italia è ancora fanalino di coda, nel mondo. I farmaci per smettere di fumare sono già rimborsati in Inghilterra, Portogallo, Olanda, Svezia, Svizzera, Irlanda e Finlandia, a cui il mese scorso si è aggiunta la vicina Francia. Far smettere di fumare le persone, concordano gli esperti, sarebbe un ottimo investimento per la sanità pubblica, visto il risparmio che si ricaverebbe dalla cessazione dal fumo. A conti fatti, incluse le prestazioni sanitarie, un programma per smettere di fumare costerebbe meno di 1.000 euro a paziente, ma il guadagno di salute non avrebbe prezzo, dal momento che la 'smoking cessation' restituisce dai 3 ai 9 anni di vita, se effettuata prima dei 50 anni. Le proposte sono tante ed è giunto il tempo di parlarne. Per questo la Società Italiana di Tabaccologia rilancia e propone un gruppo di studio sulla loro fattibilità.


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