Sanità

nov192008

Gravidanze con troppe pillole

Dal database sanitario dell’Emilia Romagna è emerso che nell’arco di un anno, il 70% dei parti (n=33 343) avvenuti in ospedale riguardava donne che in gravidanza avevano assunto farmaci con obbligo di prescrizione.  Il 48% aveva fatto uso di almeno un prodotto diverso da vitamine e sali minerali, il 41% nel primo trimestre, il 49% nel secondo e il 59% nel terzo trimestre di gravidanza. I farmaci maggiormente utilizzati (41%) erano prodotti per il sangue e organi emopoietici, seguiti dagli antibiotici per uso sistemico (37%), farmaci per l'apparato gastrointestinale e metabolismo (13%), per il sistema genito-urinario e ormoni sessuali (12%). In base al sistema di classificazione del rischio in gravidanza, è stato verificato che il 49% delle donne ha ricevuto un farmaco di categoria A, il 48% di categoria B, il 19% di categoria C, il 2% di categoria D, l'1% di categoria X. Tra i farmaci appartenenti alla categoria D, i più dispensati sono stati l'atenololo, la carbamazepina e il fenobarbital. Le statine - simvastatina, atorvastatina e pravastatina - erano tra i primi 3 dei 6 farmaci della categoria X più comunemente dispensati. Un totale di 95 donne (0,3%) è stato esposto nel corso della gravidanza alle statine e 262 (0,8%) agli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-I).
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