Sanità

ott202021

Green Pass, nove su 10 con tampone. Si punta su aperture e turni straordinari farmacie

Green Pass, nove su 10 con tampone. Si punta su aperture e turni straordinari farmacie

Sono stati 1.049.384 i certificati verdi scaricati ieri dagli italiani secondo il report del Governo di cui 914 mila sono riferiti a tamponi e 130 mila sono a seguito di vaccinazioni

Sono stati 1.049.384 i certificati verdi scaricati ieri dagli italiani, secondo il report del Governo. In particolare, 914 mila sono riferiti a tamponi e 130 mila sono a seguito di vaccinazioni. Una situazione che inevitabilmente porta disagi alla popolazione, e su cui non sono chiari gli orizzonti temporali, dal momento che il tampone, per chi non è vaccinato, va rinnovato costantemente. Fin da subito le farmacie, per far fronte alla situazione, hanno «raddoppiato» l'impegno, ma dalla Fofi parte l'appello per estendere l'orario e le aperture, esclusivamente per l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi.

Mandelli: estendere orari e turni

Continua a crescere il numero dei certificati verdi scaricati dagli italiani, ma la stragrande maggioranza resta legata al tampone, piuttosto che al vaccino, con una proporzione di quasi nove contro uno. Da parte delle farmacie è stato da più parti sottolineato l'impegno profuso: già ieri Andrea Mandelli, presidente Fofi, aveva rilevato come per far fronte a richieste più che «raddoppiate» è stato messo in campo uno sforzo organizzativo notevole da parte delle farmacie, «attuando l'orario continuato, prevedendo aperture straordinarie anche domenicali per effettuare i test su appuntamento, aumentando la presenza del personale» Uno sforzo che potrebbe essere ulteriormente potenziato se le farmacie potessero prevedere aperture fuori orario dedicate esclusivamente al servizio dei tamponi antigenici: «per poter rispondere in modo sempre più efficace a tali necessità» ha detto infatti Mandelli «la Federazione degli Ordini dei Farmacisti propone che le farmacie, su base volontaria e previa autorizzazione dell'ASL competente, possano operare anche durante gli orari e le giornate di chiusura esclusivamente per l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi. In questo modo sarebbe possibile ampliare ulteriormente l'offerta ai cittadini non vaccinati ed eseguire un numero maggiore di test, senza creare difficoltà al normale svolgimento del servizio farmaceutico. La Federazione si augura che si tenga nella debita considerazione questa soluzione, che consentirebbe una più agevole applicazione delle misure di prevenzione del contagio entrate in vigore lo scorso 15 ottobre».

Cossolo: servono più adesioni dalle farmacie

La riflessione sulla necessità di potenziare il servizio è stata portata avanti, ieri, anche da Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che ha invitato le farmacie «che ancora non lo hanno fatto ad aderire alla possibilità di effettuare tamponi antigenici rapidi, erogati a prezzi calmierati. In questo momento di emergenza, per contribuire alla piena ripresa delle attività economiche e sociali, c'è la necessità dell'impegno di tutti». Già ora, a ogni modo, «il servizio viene assicurato con un puntuale sistema di tracciatura di tutti i test e questo è possibile solo grazie alla sperimentata interconnessione di tutte le farmacie con i sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni».

Parafarmacie rinnovano appello: si usino tutti i farmacisti e le risorse a disposizione

Intanto, proprio alla luce di questa situazione e per rispondere alle esigenze dei cittadini, viene rinnovato anche l'appello del Movimento nazionale liberi farmacisti e della Confederazione unitaria libere parafarmacie a essere coinvolti: «Il tampone certamente non deve essere la soluzione alla pandemia, solo la vaccinazione lo è. Tuttavia, poiché è stato reso obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro», all'interno del Green Pass, per chi non è vaccinato, occorre aumentarne e «non impedirne la fruibilità», in modo da evitare «caos e file, a cui assistiamo in tutte le Regioni», per ottenere un tampone ogni 48 ore. Da qui la richiesta, indirizzata anche l'altro ieri per lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, e richiamata nella nota di oggi: «permettere alle oltre 4700 parafarmacie italiane di eseguire test antigenici, mettendo a disposizione della pandemia la professionalità di tutti i farmacisti. Al contrario, chiedere di far lavorare le farmacie con orario continuato e nelle giornate di chiusura» non «tiene conto degli sforzi che tutti i farmacisti, e ancora di più i farmacisti dipendenti, stanno compiendo» e delle risorse «già presenti» che possono essere messe a «disposizione della sanità».

Francesca Giani
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