farmaci

ago32017

Hiv, da Parigi importanti novità sul fronte terapeutico

tags: HIV
Hiv, da Parigi importanti novità sul fronte terapeutico
Dalla Ias Conference on Hiv science di Parigi giungono rilevanti novità nella lotta all'HIV. Un'importante rivoluzione riguarda il regime terapeutico per i pazienti, che potrebbe passare dalla somministrazione giornaliera di farmaci a sole sei dosi all'anno, grazie a iniezioni di farmaco in nanoparticelle a rilascio prolungato e continuativo. Pubblicati su "Lancet", i risultati di un trial condotto in 50 centri in Usa, Canada, Germania, Francia e Spagna, dopo 96 settimane di trattamento con pillole tradizionali quotidiane o iniezioni mensili o iniezioni ogni 2 mesi, hanno dimostrato che alla fine dello studio l'84% dei pazienti stava ancora sopprimendo il virus con dosi giornaliere, l'87% con iniezioni ogni quattro settimane e il 94% con le iniezioni ogni otto settimane. Un trial più ampio e di maggiore durata è già in corso per confermare i risultati. La conferenza è stata anche l'occasione per presentare le evidenze di sicurezza ed efficacia della nuova formulazione "Qd-once daily" di raltegravir, capostipite degli inibitori dell'integrasi che - a dieci anni dalla registrazione in Europa - resta un farmaco di prima linea nelle linee guida nazionali e internazionali nel trattamento dell'infezione da Hiv.

Raltegravir riformulato (rRal) 600 mg Qd stato approvato dall'Ema il 13 luglio scorso ed è indicato in associazione con altri antiretrovirali per il trattamento dell'infezione da Hiv-1, in adulti e pazienti pediatrici con un peso di almeno 40 kg. Al proposito sono stati presentati i dati dello studio di fase III 'Oncemrk', un'estensione a 96 settimane dello studio registrativo nei pazienti naive al trattamento, che ha dimostrato un'attività antivirale potente, una buona efficacia immunologica e un ottimo profilo di tollerabilità. Protagonista dello studio registrativo di fase 3 'Drive Ahead' è doravirina, un nuovo inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa (Nnrti), che ha fornito una solida evidenza del profilo di efficacia e di sicurezza della molecola nel trattamento in prima linea di pazienti affetti da HIV-1 e mai trattati in precedenza. In particolare, questo studio, ha dimostrato, in 48 settimane di trattamento, la non inferiorità della combinazione a dose fissa di doravirina (Dor)/lamivudina(3Tc)/tenofovir disoproxil fumarato (Tdf) rispetto al regime con efavirenz (Efv)/emtricitabina (Ftc)/Tdf. Nello studio "Drive-Forward", doravirina ha dimostrato un'efficacia potente e durevole anche nei pazienti naive al trattamento, con carica virale elevata e/o una bassa conta di Cd4. Lo studio ha confrontato doravirina con la combinazione darunavir/ritonavir, entrambi in associazione a 2 Nrti. I dati a 48 settimane, hanno dimostrato la non inferiorità della doravirina verso l'inibitore della proteasi, darunavir. In particolare, il nuovo Nnrti ha dimostrato un miglior profilo lipidico e un basso tasso di resistenza. Al momento sono in corso trial clinici per Mk-8591, inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa (Nrtti), con una lunga emivita, e con un meccanismo d'azione innovativo. ll farmaco è molto potente in studi su animali ed esseri umani e una singola dose orale ha raggiunto concentrazioni del farmaco intracellulari desiderate per più di una settimana e una formulazione iniettabile ad azione prolungata ha dimostrato di poter mantenere livelli farmacologici efficaci per più di sei mesi. Da citare ancora i risultati a 48 settimane di due studi di Fase 3 (Studi 1489 e 1490) che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di un'associazione a dose fissa di bictegravir (50 mg) (Bic) - un nuovo inibitore sperimentale dell'attività di "strand transfer" dell'integrasi (Insti) - ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg) (Ftc/Taf) - un 'backbone' a duplice Nrti - per il trattamento dell'infezione da Hiv-1 negli adulti naïve al trattamento. Negli studi, tuttora in corso, Bic/Ftc/Taf è risultato essere statisticamente non inferiore ai regimi contenenti dolutegravir (50 mg) (Dtg) in combinazione con un backbone a duplice Nrti. «Questi risultati indicano che la combinazione di bictegravir con Ftc/Taf ha il potenziale per essere adatta a una vasta gamma di pazienti affetti da Hiv, inclusi quelli con compromissione renale da lieve a moderata» commenta Paul Sax, direttore clinico della Divisione Malattie infettive del Brigham and Women's Hospital di Boston. (A.Z.)
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Ansel - Principi di calcolo farmaceutico
vai al download >>

SUL BANCO