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3 settembre 2010 - Anno 6, Numero 146
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Direttore Responsabile Vincenzo Coluccia Redazione Nicola Miglino (Caporedattore) Marco Malagutti (Caposervizio) Elisabetta Lucchesini Simona Zazzetta Segreteria di redazione: Ilaria Pedretti (i.pedretti@elsevier.com) ![]() © Elsevier Srl Sede legale Via Paleocapa, 7 20121 Milano (Italy) Registrazione del Tribunale di Milano n° 528 del 4/7/2005 Notizie di Sanità in collaborazione con AdnKronosSalute Vista anche
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In questo numero:
Primo pianoAntitrust, no al Ddl che limita le parafarmaciedi Marco Malagutti
Il disegno di legge che blocca l'apertura delle parafarmacie compromette la concorrenza «con probabili effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto». Non lascia adito a dubbi il parere inviato dall'Antitrust al Governo e al Parlamento, con il quale si auspica che quest'ultimo non approvi il Ddl. Le norme sotto esame sospendono l'apertura di nuovi esercizi in attesa della ridefinizione della normativa sulla vendita dei farmaci e introducono limiti numerici alle parafarmacie nei singoli Comuni, in base a criteri demografici con il risultato, sottolinea l'Antitrust di porre «un vincolo strutturale restrittivo della concorrenza in mercati recentemente liberalizzati» e con «effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio». Il parere dell'Antitrust raccoglie consensi tra i movimenti dei consumatori e nelle fila dell'opposizione politica. «Si tratta di una proposta inaccettabile, non solo lesiva della concorrenza, ma anche dannosa per i consumatori che, grazie all'apertura delle parafarmacie e dei corner all'interno della grande distribuzione, hanno potuto disporre di un maggior numero di punti vendita, ma soprattutto hanno ottenuto notevoli risparmi sui farmaci da banco, pari a circa 20 Euro annui a famiglia» dichiara Rita Battaglia, vice presidente Federconsumatori. Sulla stessa lunghezza d'onda Antonio Lirosi, responsabile consumatori e commercio del Pd, secondo il quale «l'Antitrust è dovuta intervenire per segnalare l'intento corporativo e anticoncorrenziale, a danno degli interessi di milioni di consumatori. Plaude all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti «È del tutto evidente - scrive il Presidente Mnlf Vincenzo Devito - come nel Parlamento italiano si confrontino due modi antitetici di fare politica: uno teso a proteggere gli interessi corporativi, l'altro attento a tutelare i diritti parte dei consumatori e delle nuove generazioni». Ora la palla passa al Senato.Invia a un collega SanitàFofi replica, le farmacie sono presidi non negozi«Ci sembra che il Garante si sia soffermato su un singolo punto di un singolo disegno di legge per la riforma del servizio farmaceutico italiano, cioè la limitazione all'apertura delle parafarmacie contenuta nel Ddl 2097. In realtà alla XII Commissione sono all'esame numerose proposte, nelle quali rientrano anche misure che vanno nella direzione auspicata dalla stessa Agcom. In ogni caso, però, questo aspetto ha poco a che vedere con la pianta organica delle farmacie propriamente dette, che sono un presidio del servizio sanitario e non un esercizio commerciale, e ancora più lo sono con l'approvazione della legge 69/2009 sulla farmacia dei servizi». Questa la replica di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani al parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che censura eventuali limitazioni all'apertura delle parafarmacie. Secondo l'Agcom, «la limitazione numerica delle parafarmacie in ciascun Comune, sulla base di criteri demografici, si andrebbe ad aggiungere alle restrizioni derivanti dalla pianta organica previste per le farmacie, già oggetto di precedenti segnalazioni dell'Autorità, condizionando la dinamica concorrenziale in un settore dove il numero di farmacie presenti è spesso inadeguato a soddisfare le esigenze della domanda». Per la Federazione degli Ordini si tratta di un'argomentazione infondata: «innanzitutto l'istituto della pianta organica ha superato il vaglio della Corte di Giustizia Europea, che l'ha ritenuto non in contrasto con il principio della libertà di stabilimento proprio perché finalizzato a garantire il massimo accesso al farmaco a tutta la popolazione ed elevati standard qualitativi» prosegue Andrea Mandelli. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti invita a considerare infine un altro principio cardine anch'esso ribadito dalla Corte di Giustizia Europea: il farmaco non è una merce, ma un bene cui si ricorre soltanto se serve e quando serve e la sua dispensazione non può essere regolata dalla mera logica di mercato.
Da lunedì a Napoli confermata l'indirettaCome preannunciato da Farmacista33 le farmacie di Napoli e provincia confermano l'indiretta del prossimo 6 settembre. I cittadini cioè saranno costretti a partire da lunedì prossimo a pagare di tasca propria anche i medicinali che solitamente ricevono gratuitamente. La protesta, come noto, verte sui ritardi nei pagamenti da parte delle Aziende sanitarie locali. Oggi alle 10.30, nella sede di Federfarma Napoli in via Toledo 156, il presidente Michele Di Iorio in una conferenza stampa spiegherà i motivi, le modalità e i tempi della protesta. In particolare, Di Iorio illustrerà le modalità con cui ottenere il rimborso dalle Asl per le spese di farmaci sostenute, e quali sono i medicinali "salvavita" che saranno comunque erogati regolarmente anche durante il periodo di protesta.
Equivalenti, un'opportunità per educare i pazientiUn articolo apparso su Drug topics, newsmagazine statunitense rivolto ai farmacisti, è l'occasione per ribadire come l'ingresso sul mercato di sempre più farmaci generici sia l'occasione per educare i consumatori al buon uso di queste molecole. Si tratta, spiega l'articolo, di una grande opportunità di risparmio a livello economico sia per i consumatori sia per il servizio sanitario, però, secondo una recente indagine Medco health solutions solo il 66% su 1092 pazienti è convinto che il farmaco equivalente sia analogo del farmaco con il brand, una percentuale significativa quindi crede nella superiorità del farmaco di marca. Ecco perché, osserva l'articolo con la crescente scadenza di brevetti entro il 2015 e il ruolo sempre più rilevante giocato dai farmaci generici, sarebbe bene che i farmacisti contribuissero a educare i pazienti al buon uso di questi farmaci e a rassicurarli sulla loro efficacia.
L'Aifa pubblica nuove liste di trasparenzaIn ottemperanza all'ordinanza del 2/8/2010 del Tar Lazio relativa ai farmaci a base di nebivololo, è disponibile on line sul sito dell'Aifa la nuova lista di trasparenza dei medicinali inseriti nell'elenco dei farmaci equivalenti con i relativi prezzi di riferimento aggiornati al 15 luglio 2010, comprensivi della riduzione ai sensi della determinazione Aifa 3 luglio 2006, dell'ulteriore riduzione del 5% ai sensi della determinazione Aifa. del 27 settembre 2006 e dell'art.9 comma1 della Legge 28 febbraio 2008 n.31 e della riduzione ai sensi dell'art.11del D.L. 78/2010 del 31 maggio 2010. Per vedere l'elenco cliccare qui.
Farmaci e dintorniProfilo sfavorevole con sibutramina in cardiopaticiUno studio pubblicato su The new England journal of medicine, riporta risultati che suggeriscono che la sibutramina, aumenta il rischio di infarto e ictus nelle persone con patologie vascolari preesistenti. I risultati saranno revisionati dalla Food and drug administration in un incontro in cui si deciderà se è necessaria un'azione regolatoria aggiuntiva per rendere sicuro l'uso del farmaco, commercializzato negli Stati Uniti come Meridia da Abbott che ha finanziato il lavoro. I ricercatori hanno avviato circa 10mila adulti obesi o in sovrappeso con precedenti patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2 o entrambi ad assumere il farmaco o un placebo in un programma di counseling sulla gestione del peso. Dopo un monitoraggio di circa tre anni e mezzo, è stato riscontrato nei pazienti trattati con il farmaco, un aumento del 28% del rischio di infarto non fatale, del 36% del rischio di ictus non fatale rispetto al controllo, senza un aumento dei tassi di decesso. Secondo l'azienda questi risultati non tolgono valore ai risultati che si ottengono nei pazienti in cui il farmaco è indicato, ben diverso dal commento dell'editoriale del Nejm secondo cui emerge un profilo sfavorevole di rischio-beneficio.
Nuovo antiaritmico in EuropaMerck & Co. e Cardiome hanno annunciate che l'Ema ha approvato vernakalant (Brinavess) come trattamento per la conversione rapida della fibrillazione atriale (Fa) a ritmo sinusale negli adulti, per pazienti non operati con Fa di sette giorni o meno e per pazienti dopo chirurgia cardiaca con Fa di tre giorni o meno. La decisione segue il parere favorevole emesso dal Comitato per i farmaci per uso umano (Chmp) e si fonda sui risultati di tre studi controllati contro placebo e uno studio di confronto con amiodarone. Le due aziende prospettano il lancio del farmaco nel quarto trimestre dell'anno.
Caffé con moderazione mantiene l'elasticità vascolareIl meeting della Società europea di cardiologia a Stoccolma è stata l'occasione per parlare nuovamente del caffé e dei suoi effetti sulla salute grazie a uno studio, presentato dall'Università di Atene. Gli autori hanno valutato 485 persone anziane, tra i 65 e i 100 anni, residenti di una casa di riposo selezionandoli tra quelli con i valori pressori più alti, esaminando con risonanza le condizioni dei vasi sanguigni che circondano il miocardio. È stato osservato che i pazienti con un consumo moderato di caffé, cioè una o due tazze al giorno, presentavano maggiore elasticità vascolare rispetto a quelli che non bevevano caffé ma anche rispetto a quelli che ne bevevano più di due tazze. «Il beneficio non si ha se il consumo non è moderato - ha spiegato Christina Chrysohoou, uno degli autori della ricerca - perchè l'eccesso di caffeina restringe i vasi sanguigni, annullando l'effetto positivo».
SegnalazioniApprofondimentiCornee artificiali, un'alternativa promettenteBuone notizie per i milioni di persone al mondo in attesa di una donazione di cornea umana. Uno studio clinico condotto da ricercatori svedesi e canadesi ha dimostrato che l'impianto di una cornea artificiale biosintetica, composta di collagene umano ricombinante, ripararerebbe i danni del tessuto oculare. Caffé indagato per tumore prostata Non esiste alcun legame certo tra consumo di caffé e insorgenza del carcinoma prostatico, sebbene qualche dubbio permanga. È questo quanto emerge da una vasta meta-analisi che ha valutato i risultati di dodici studi epidemiologici, che hanno avuto come oggetto il rapporto presunto tra tazzina di caffé e tumore della prostata.
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