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mar102016

I fluorochinoloni orali non si associano a un aumentato rischio di gravi aritmie

I fluorochinoloni orali non si associano a un aumentato rischio di gravi aritmie
I fluorochinoloni orali non risultano associati a un aumentato rischio di aritmie gravi rispetto alla penicillina, almeno secondo i risultati di uno studio osservazionale pubblicato sul British Medical Journal coordinato da Anders Hviid del Dipartimento di epidemiologia allo Statens Serum Institut di Copenhagen in Danimarca. «Questa classe di antibiotici viene ampiamente usata per trattare molte infezioni comuni, tra cui quelle del tratto urinario e delle basse vie respiratorie» spiegano gli autori, ricordando che il trattamento, generalmente ben tollerato, è stato associato a un prolungamento dell'intervallo QT. «I fluorochinoloni bloccano il gene HERG, Human Ether-à-go-go Related Gene, che codifica per la componente rapida del canale del potassio cardiaco, con conseguente iperpotassiemia all'interno delle cellule miocardiche» riprende il ricercatore, precisando che il blocco di Herg può ritardare la ripolarizzazione e dare origine ad aritmie potenzialmente letali come la torsione di punta. Partendo da questi presupposti i ricercatori hanno svolto un ampio studio di coorte per verificare il legame tra fluorochinoloni orali e aumento del rischio aritmico.

«Abbiamo scelto un disegno comparativo per ridurre al minimo i fattori di confondimento, usando come comparatore la fenossimetilpenicillina (penicillina V), un antibiotico privo di effetti proaritmici» dice l'epidemiologo. Utilizzando i dati provenienti dai registri nazionali danesi e svedesi, gli autori hanno messo a confronto l'incidenza di aritmie gravi in novecentomila cicli terapeutici di fluorochinoloni orali con altrettanti di penicillina V. E a conti fatti è emerso che non vi era alcuna differenza significativa nei tassi di grave aritmia tra i due antibiotici, con 3,4 e 4,0 casi per 1.000 persone-anno rispettivamente. «Dal momento che la ciprofloxacina è stato il fluorochinolonico più prescritto, non si può escludere che le differenze tra le molecole all'interno della stessa classe possano modificare il rischio aritmico a seconda del fluorochinolone utilizzato» concludono gli autori.

Bmj. 2016 Feb 26;352:i843. doi: 10.1136/bmj.i843
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26920666
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