farmaci

apr302014

I germi resistenti ad antibiotici sono anche in casa

batteri microrganismi

I superbug, ovvero i batteri resistenti agli antibiotici, continuano a diffondersi e non si trovano più solo negli ospedali. Lo dimostra uno studio pubblicato su Pnas da cui emerge che lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Mrsa), presente una volta solo negli ospedali, sta popolando sempre più le normali abitazioni delle persone. Dice Anne-Catrin Uhlemann, ricercatrice al Department of Medicine, Division of Infectious diseases del Columbia University Medical Center di New York, e prima autrice dell’articolo: «L’Mrsa, classificato l’anno scorso dai Centers for disease control and prevention come una seria minaccia per la salute pubblica, fino a due decenni fa si trovava negli ospedali e in agricoltura. Ma ora si sta gradualmente diffondendo in comunità: prima nelle aree pubbliche, oggi nelle case delle persone in tutto il Paese». Il nuovo studio ha addirittura scoperto che le abitazioni di 161 residenti nella città di New York infettati dall’Mrsa erano grandi serbatoi del superbatterio. Il ceppo identificato dai ricercatori, chiamato Usa300, è tra le principali cause di infezione negli Stati Uniti, e partendo dalle case di queste persone si è ulteriormente diffuso. «Ciò che indicano i nostri risultati è che l’Mrsa è diventato endemico anche in famiglia, dandoci modo di monitorarne la diffusione» riprende la ricercatrice. I batteri si diffondono praticamente attraverso ogni cosa che si tocca, dalle lenzuola agli elettrodomestici, e mentre non è stato ancora ben compreso il modo in cui il supebug si trasferisce da una superficie all’altra, è ben noto che qualsiasi oggetto contaminato può essere sterilizzato da un lavaggio con acqua calda e candeggina. «Non dobbiamo solo curare le persone infette, ma anche rimuovere i germi dalle loro case» sottolinea Uhlemann, ricordando che a favorire la diffusione dei superbug gioca un ruolo importante l’uso eccessivo di antibiotici, che seleziona i ceppi resistenti. «Sebbene i tassi di infezioni da Mrsa siano scesi di circa il 50% in ambito ospedaliero, la diffusione del germe in comunità, e con esso quella di centinaia di altri batteri resistenti agli antibiotici, continua a destare seria preoccupazione» conclude la ricercatrice.


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