Sanità

ott92013

I sindacati francesi contestano alcune proposte di governo

Francia bandiera

Anche in Francia sono in corso le consultazioni per la ridefinizione della remunerazione dei farmacisti, la possibilità di ampliare il loro ruolo professionale e, parallelamente, la necessità di operare dei tagli netti anche alla spesa farmaceutica. Non deve stupire quindi se alcune delle proposte recenti sono apparse in contrasto l’una con l’altra: per esempio l’apertura alle farmacie online e l’ipotesi di togliere alle farmacie il monopolio su test di gravidanza e di ovulazione, consentendone al vendita anche nella grande distribuzione. È sui farmaci, comunque, che si concentrano le proteste dei sindacati di categoria a partire dalla Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf) che ha boicottato l’incontro di giovedì del comitato di sorveglianza dei generici, mentre gli altri due sindacati (Uspo-Union syndicale des pharmaciens d’officine e Unpf-Union nationale des pharmacies de France) con i quali forma l’intersindacale, hanno deciso di presenziare «per fare di tutto per impedire l’imposizione sistematica delle Tfr (tarifs forfaitaires de responsabilité) a tutte le molecole sostituibili da più di 5 anni, anche se il tasso di sostituzione supera l’85%» ha detto Gilles Bonnefond presidente di Uspo. Il massiccio taglio dei prezzi sui generici, inserito nel disegno di legge di finanziamento della sicurezza sociale (Plfss) per il 2014, intenderebbe raccogliere ben 605 milioni dai generici, sul totale di 960 milioni di risparmi previsti, un provvedimento che potrebbe causare una perdita al margine della farmacia di almeno 300 milioni di euro, che il presidente della Fspf, Philippe Gaertner, considera «inaccettabile». E non è l’unica obiezione alle proposte del ministro della Salute, Marisol Touraine da parte del mondo farmaceutico. Dopo l’annuncio di voler sperimentare la distribuzione dei medicinali in singole unità, per esempio, è insorta l’Union des groupements de pharmaciens d’officines (Udgpo) chiedendo alle farmacie di rifiutare in blocco una simile proposta. L’idea era nata nel tentativo di recuperare dalla spesa farmaceutica quel miliardo di Euro previsto per ridurre il deficit dell’assicurazione-malattia nel 2014, dato che «ogni francese conserva in media 1,5 kg di medicinali non utilizzati nel suo armadietto dei farmaci» aveva spiegato Marisol Touraine «e questo è sia un problema che un pericolo. Sperimenteremo la dispensazione di farmaci per unità e non per scatola, a partire da alcuni antibiotici e in alcune regioni». Immediata la replica di Daniel Buchinger, presidente Udgpo «la nostra posizione è quella di consigliare a tutte le farmacie francesi di non accogliere alcuna domanda di sperimentazione proposta dal Ministero della Salute senza aver prima consultato i rappresentanti della professione».

Elisabetta Lucchesini 


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