Galenica

ott272017

Idrochinone e acido glicolico: per il trattamento del melasma

Idrochinone e acido glicolico: per il trattamento del melasma
Con un passato anche nel campo cosmetico, l'idrochinone è un principio attivo che molto comunemente viene utilizzato per ridurre l'iper-pigmentazione cutanea.
La molecola in questione, infatti, è in grado di depigmentare la pelle aumentando l'eliminazione di melanina dai melanociti e prevenendone la nuova produzione.
Per essere efficace, è richiesta l'applicazione giornaliera per circa 3-4 mesi, tempo che serve per garantire il completo tournover dell'epidermide. Al termine, i risultati persistono per circa 2-6 mesi.

In questo modo, una volta eliminate tutte le cellule iperpigmentate, le nuove cellule possiederanno meno melanina e quindi meno colore. Si consiglia di evitare l'esposizione alla luce solare durante il periodo di cura, altrimenti l'effetto depigmentante dell'idrochinone viene ridotto.
Aspetto da evidenziare è che la cute iperpigmentata si sbianca più velocemente della cute normale, evitando al paziente di dover essere ossessivamente preciso nell'applicazione locale.

Impiegare 3 mesi di trattamento per 6 mesi di risultati potrebbe sembrare un compromesso sfavorevole. Ecco perché spesso all'idrochinone si associa un agente esfoliante, in grado quindi di velocizzare il ricambio dell'epidermide e con esso la scomparsa del melasma.

Un principio attivo molto utilizzato in tal senso è l'acido glicolico, un derivato del succo della canna da zucchero, che riduce la coesione dei corneociti, esercitando un'azione mirata sui desmosomi. La rimozione dello strato corneo che ne consegue, stimola la crescita di nuove cellule epidermiche. L'acido glicolico stimola anche la sintesi di sintesi di collagene e di elastina oltre che l'idratazione endogena, migliorando il trofismo generale della pelle.
La conferma delle interessanti sinergie tra acido glicolico e idrochinone arriva da un gruppo di ricerca indiano che, nel 2013, ha studiato l'effetto del trattamento con idrochinone e acido glicolico, rispetto al solo idrochinone. Ebbene, a parità di applicazioni (2 volte al giorno) i pazienti trattati con l'associazione dei principi attivi hanno raggiunto il target terapeutico prima e con più efficacia.

Dal punto di vista formulativo, entrambi i principi attivi sono solubili in acqua e alcool, ma bisogna prestare attenzione all'ossidazione dell'idrochinone che, a contatto con aria e luce, scurisce e perde di efficacia.

Esempio di formulazione:
Materiali: bilancia,2 becher, bacchetta di vetro. Mortaio, pestello (o spatola e piastra)
Idrochinone 2g
Acido glicolico 8g
Sodio metabisolfito 0,4g
EDTA sodico 0,01g
Acuqa depurata 3g
Crema base 100g
Ammoniaca q.b.a pH 3-3,5

In un becher si solubilizza EDTA sodico, sodio metabisolfito e acido glicolico, portando il pH della soluzione tra il 3 ed il 3,5. Si incorpora questa soluzione nella crema base nel mortaio o sulla piastra. In questo modo, la crema può accogliere l'idrochinone, che verrà incorporato nella crema base per diluizione geometrica, in un ambiente già pronto ad evitarne l'ossidazione.
È richiesta ricetta ripetibile e la crema deve essere conservata al riparo dalla luce in recipienti chiusi ermeticamente. Utili in tal senso contenitore air-less o con estrusore.

Possibili effetti collaterali sono fenomeni di sensibilizzazione (rossore e bruciore) ed irritazione cutanea, ascrivibili soprattutto a concentrazioni troppo elevate di idrochinone.

Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello


Fonti
J Drugs Dermatol. 2013 Oct;12(10):1149-53.
Plast Reconstr Surg Glob Open. 2017 May 19;5(5):e1335


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