NUTRIZIONE

mag52016

Il carbone attivo vegetale aggiunto agli alimenti è sicuro

Il carbone vegetale è un additivo alimentare con funzione di colorante ed è sicuro per la salute dei consumatori. Con alcune eccezioni, può essere aggiunto agli alimenti, che però non possono vantare in alcun modo i ben noti effetti a carico dell'intestino e tipicamente attribuiti agli integratori alimentari.

Il carbone attivo è un ingrediente sicuro. Così si esprimeva l'Efsa in una sua Opinione del 2012, sull'uso di questa sostanza in ambito alimentare. Il carbone attivo deriva dalla combustione ad altissime temperature di materiale vegetale, non solo legno, ma anche torba, noccioli di frutti e gusci di cocco, seguita da una successiva lavorazione che lo rende una polvere dalle peculiari qualità adsorbenti. In ambito medico è indicato per combattere alcuni disturbi dell'intestino: transita infatti senza essere assorbito, legando molecole di gas, batteri e composti, facilitandone l'espulsione. Per questo motivo è consigliato contro flatulenza e meteorismo, ma anche nei casi di avvelenamento da alcune sostanze. Negli integratori alimentari contribuisce alla "riduzione dell'eccessiva flatulenza post-prandiale".

Questo è quanto il Regolamento europeo in materia di dichiarazioni salutistiche (Regolamento (UE) N. 432/2012) prevede vada comunicato al consumatore sulle confezioni di integratori a base di carbone attivo, legando i suoi effetti benefici a una posologia e a metodi di impiego ben precisi: 1 grammo di carbone attivo per porzione quantificata, efficace se assunto almeno 30 minuti prima del pasto e ancora, in pari quantità, subito dopo il pasto. La recente accusa di "frode in commercio" a carico di alcuni panificatori, che avevano aggiunto carbone come ingrediente al pane, si spiega con il fatto che la legislazione alimentare europea considera l'E153 - il carbone vegetale appunto - un additivo con funzionalità di colorante e solo come tale può essere addizionato agli alimenti (ad eccezione dei prodotti per i quali è diversamente specificato).

Tali prodotti però non possono vantare funzioni salutistiche in virtù della sua presenza: la dose concessa infatti è quella idonea a raggiungere la colorazione voluta, ovvero "quantum satis", di solito inferiore a quella richiesta per poter vantare un beneficio sulla salute. Da un punto di vista tossicologico Efsa ha ritenuto comunque importante sottolineare che, trattandosi di un prodotto di combustione, un motivo di preoccupazione potrebbe essere rappresentato dai residui di sostanze tossiche, tipo idrocarburi policiclici aromatici (PAHs), che si possono formare durante il processo di produzione e per i quali è stata definita, in via precauzionale, una soglia. In ogni caso, l'uso di carbone vegetale è risultato storicamente sicuro, senza effetti tossicologici rilevanti, sia alle dosi previste come colorante alimentare sia a quelle impiegate nella formulazione di integratori, fino a 300 volte superiori alle prime.


Francesca De Vecchi - esperta in scienze e tecnologie alimentari
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