Sanità

dic162015

Il Ddl concorrenza entra nel vivo. In attesa degli emendamenti l'ultimo assalto alla fascia C

Il Ddl concorrenza entra nel vivo. In attesa degli emendamenti l’ultimo assalto alla fascia C
È prevista per venerdì 18 dicembre il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al testo del Ddl concorrenza attualmente all'esame della X Commissione Industria del Senato, presieduta dal Pd Massimo Mucchetti. La scaletta è, ormai chiaramente delineata ed è esclusa la possibilità che il provvedimento sbarchi in Aula prima della fine dell'anno anche per il concomitante sprint per la chiusura della Legge di stabilità. Tutto rimandato al 2016, perciò, con il passaggio dalle altre Commissioni, tra le quali quella Igiene e sanità. In attesa di sapere se le misure di interesse sanitario saranno in qualche modo aggiustate, dall'Istituto Bruno Leoni, arriva l'ennesimo paper in favore della liberalizzazione della fascia C che porterebbe a «un'offerta più ampia e prezzi più bassi per i farmaci da banco». «La liberalizzazione dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta non sarebbe altro che la ovvia prosecuzione e naturale conclusione di un percorso che ha dato buoni risultati» sottolinea Luciano Capone nel Paper, convinto che non esistano rischi per la salute. «Questa categoria di medicinali può essere distribuita solo dietro prescrizione medica.

Ciò vuol dire che la vendita potrà avvenire solo se un medico prescrive il farmaco e solo se c'è un farmacista al banco, le stesse garanzie che esistono nell'attuale sistema, con l'unica differenza che il banco potrà essere anche quello di una parafarmacia». Anche le parafarmacie e il Movimento nazionale liberi farmacisti sparano le ultime cartucce nella speranza che il testo venga modificato. Il presidente della Federazione nazionale delle parafarmacie Davide Gullotta invita il Governo a tornare «sui suoi passi o si troverà presto sul tavolo una nuova e imponente emergenza sindacale». I liberi farmacisti sottolineano in una nota come il Governo e il Parlamento «per fare riforme efficaci debbono toccare privilegi acquisiti e guardare agli interessi generali del Paese» e ribadiscono «non c'è un solo motivo valido per non liberalizzare». Ancora pochi giorni e se ne saprà di più.

Marco Malagutti
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