Diritto

giu62016

Il diniego al trasferimento della farmacia deve essere preceduto dal preavviso di rigetto dell'istanza

Illegittimo il provvedimento con il quale il Comune ha respinto la domanda volta ad ottenere il rilascio della autorizzazione al trasferimento della farmacia posta nel centro storico della città verso un nuovo centro commerciale. La dottoressa ricorrente, titolare di una struttura posizionata nel centro storico aveva richiesto il trasferimento del proprio esercizio sul presupposto che l'ubicazione nel centro cittadino fosse penalizzante a causa della concentrazione di diverse farmacie nella medesima zona. L'Ente locale, acquisiti i pareri dell'Ordine dei Farmacisti e dell'Azienda sanitaria compente aveva respinto la domanda sul presupposto che «pur trattandosi di zona di nuovo insediamento non sono state riscontrate esigenze legate alla necessità di garantire un'adeguata assistenza farmaceutica in conseguenza dello spostamento della popolazione, tenuto conto altresì della previsione di una nuova sede farmaceutica localizzata in un'area immediatamente adiacente, per la quale risulta ancora in corso la procedura concorsuale di assegnazione».

Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso annullando il provvedimento per l'assorbente ragione del mancato preavviso di rigetto come prescritto dall'art. 10 bis della L. 7 agosto 1990, n. 241. La disposizione prevede che «nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali. Non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione».

La comunicazione dei motivi di rigetto dell'istanza di parte costituisce una norma generale dell'azione amministrativa che trova eccezione solo con riferimento a particolari procedure diverse da quella in esame. L'atto impugnato dalla titolare costituisce un vero e proprio provvedimento di diniego: esso infatti determina un arresto procedimentale nei confronti della ricorrente negandole l'accesso al bene della vita e rinviando ad un momento futuro, incerto e indeterminato un (mero) riesame della situazione. Per il suo contenuto provvedimentale di diniego, l'atto gravato avrebbe dovuto essere preceduto dalla comunicazione del preavviso di rigetto. 

Per approfondire TAR Toscana 27.05.2016 su www.dirittosanitario.net

(Avv. Rodolfo Pacifico - www.dirittosanitario.net)


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