Sanità

dic222017

Il nodo della prevenzione, Gori (Aiom): più risorse sull'innovazione

Il nodo della prevenzione, Gori (Aiom): più risorse sull’innovazione
Le campagne per la prevenzione e sui corretti stili di vita stanno dando i loro frutti ma servirebbero più risorse da destinare ai farmaci innovativi. Lo afferma Stefania Gori, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar (Verona), e primo presidente donna dell'Aiom, Associazione italiana di oncologia medica.

«Da molti anni Aiom, in collaborazione con Airtum e con Fondazione Aiom, elabora I numeri del cancro in Italia, che permette la divulgazione dei dati epidemiologici: incidenza, mortalità, sopravvivenza a cinque anni e prevalenza per vari tipi di tumore. Dall'analisi di questi numeri emergono alcuni dati molto interessanti per l'Italia. In conseguenza dell'invecchiamento della popolazione italiana aumentano le nuove diagnosi di cancro (valutando i dati grezzi). Negli ultimi anni (2012-2013-2014) la mortalità per cancro ha invece raggiunto un plateau». Nell'intervista in uscita sul numero 19/2017 di Punto Effe Gori ricorda il valore delle campagne di educazione sanitaria e degli screening promossi a livello territoriale: «Un esempio in tal senso è la riduzione dell'incidenza dei tumori del polmone negli uomini (ma non tra le donne), come conseguenza della diminuzione dell'abitudine al fumo. Inoltre oggi sono in aumento, per esempio grazie agli screening, le diagnosi di tumore in fase iniziale che rendono possibili trattamenti più conservativi e una migliore prognosi».

Il Fondo per l'innovazione varato dal governo nel 2016 è un buon passo avanti sulla strada dell'estensione delle terapie più avanzate a un bacino sempre più ampio di pazienti ma occorre un ulteriore sforzo: «È necessario trovare nuove fonti per sostenere l'innovazione e per garantire a tutti i malati le nuove molecole. Oggi oltre 3,3 milioni di cittadini vivono dopo la diagnosi, il 24 per cento in più rispetto al 2010. Armi efficaci, come la chemioterapia più attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e l'immuno-oncologia determinano un miglioramento della sopravvivenza con una buona qualità di vita».

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