Sanità

giu72019

In bozza Patto salute ruolo chiave per farmacie. Aumenti Fsn: Grillo contraria a clausola Mef

In bozza Patto salute ruolo chiave per farmacie. Aumenti Fsn: Grillo contraria a clausola Mef

Patto salute: presa in carico, farmacia dei servizi, Rurali e abolizione del ticket tra le novità contenute nell'articolo 10 della bozza

«Politicamente irricevibile», messa lì dal Ministero dell'Economia perché la bozza del patto salute tra governo e regioni non è ancora definitiva, ma la sanità ha già dato. Così, in sintesi, il Ministro della Salute Giulia Grillo "bolla" quell'articolo 20 in numero romano del Patto salute 2019-21 che, per motivi connessi a cambiamenti del quadro macroeconomico o di compatibilità finanziaria mette in forse gli aumenti del Fondo sanitario per il 2019 (1 miliardo), il 2020 (2 miliardi) e il 2021 (1,5 miliardi di euro). Una clausola di salvaguardia che non è piaciuta alle regioni e potrebbe ostacolare l'iter del documento, che si compone di 19 articoli ed affronta temi chiave come personale del servizio sanitario, mobilità sanitaria, piani di rientro regionali che ora basterà un deficit del 3% e non più del 5% a far partire con inclusi commissariamento governativo e affiancamento da parte di regioni virtuose.

L'articolo che più da vicino interessa le farmacie è, nell'attuale bozza, il numero 10 sulla presa in carico territoriale, che prevede momenti di collaborazione tra medici convenzionati e dipendenti dislocati dagli ospedali. Questi ultimi opereranno in dépendance virtuali dell'ospedale o di comunità per i pazienti cronici instabili, per quelli dimessi precocemente, e per acuti a bassa intensità di cura, con unità di day e week-hospital. In pratica, la riconversione di alcuni piccoli ospedali passa, oltre che per "più telemedicina", per una nuova convenzione dei medici di famiglia, dei pediatri e degli specialisti, e da un Regolamento volto ad omogeneizzare i servizi territoriali delle diverse regioni, da approvare entro 8 mesi dall'entrata in vigore del Patto. Ma sia nel Patto sia nel Regolamento è previsto anche un ruolo chiave per la farmacia convenzionata, allorché si parla di "attività per il miglioramento della qualità dei servizi sul territorio" e di "proseguire il percorso di qualificazione del ruolo della Farmacia dei Servizi" affinché, inserita nelle reti territoriali, si faccia carico della gestione di problematiche relative alla salute della persona, in collaborazione con altre figure professionali". Governo e Regioni dovranno concordare proposte operative circa i servizi erogabili in farmacia e declinarli in un documento prodotto da un Gruppo di Lavoro ministeriale, che valuti tali misure "in termini di vantaggi per la salute dei cittadini nel loro percorso di cura, di risparmi in termini di tempo e spostamenti, di ottimizzazione delle risorse per la programmazione regionale e possibile definizione della relativa remunerazione".
Nel documento poi «si ritiene necessario tutelare il ruolo delle Farmacie Rurali che, per la loro ubicazione in piccoli agglomerati, continuano ad avere un'importante funzione sociale e rappresentano spesso l'unico presidio sanitario esistente sul territorio».

Per il cittadino, il clou del Patto è rappresentato dall'abolizione del ticket da 10 euro sulla ricetta, il ministero ha di recente stanziato delle somme minime che però indirizzano le regioni sulla strada "giusta": la regione che mantiene l'aggravio per reggere i propri bilanci si allontana dalla quota premiale a fine esercizio. Quanto alla spesa farmaceutica, il riferimento resta il piano di governance varato dal Ministero della Salute a dicembre: revisione del prontuario, commercializzazione di dosi personalizzate di farmaci, nuove misure per i pay-back delle industrie in caso di deficit regionali. Le regioni dovranno concordare atti bilaterali per regolare i flussi migratori dei pazienti e contenere le prestazioni fruite fuori regione da cittadini, che potrebbero avere le stesse là dove risiedono. In termini di risorse umane, si parla di assunzioni di medici specializzandi ma anche di valorizzare le altre professioni sanitarie, con l'infermiere che si ritaglia un ruolo chiave a fianco del medico di famiglia e nella gestione dell'ospedale di comunità. All'articolo 11 c'è un'apertura ai fondi complementari del servizio sanitario a patto eroghino prestazioni integrative: odontoiatria, long term care, approccio alle patologie degenerative, copertura del ticket. Importante infine l'articolo 18 che spinge governo e regioni a investire in app virtuali per mobile in grado di aiutare i cittadini a orientarsi nei servizi sanitari o ad utilizzarli in modo "smart".

Mauro Miserendino
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