Sanità

apr112015

In Convenzione medici impegno su capillarità. Grubissa: vigilare realtà locali

In Convenzione medici impegno su capillarità. Grubissa: vigilare realtà locali

Se è vero che nel nuovo atto di indirizzo per la convenzione dei medici di medicina generale -la prima convocazione dei sindacati dalla Sisac è per il 23 aprile - sembra emergere una maggiore attenzione, rispetto alle precedenti disposizioni, alla capillarità della rete ambulatoriale, nella realizzazione delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), è anche vero che permane una forte discrezionalità locale. Da qui la necessità da parte di tutti gli operatori sanitari, farmacisti e medici di medicina generale in primo luogo, di vigilare perché il territorio non venga svuotato dei servizi sanitari. L'appello arriva da Roberto Grubissa, segretario Sunifar, che in più occasioni ha denunciato il rischio di depauperamento legato a modelli di aggregazione delle cure primarie. «Va bene l'indirizzo che si rileva a livello centrale di salvaguardare la capillarità del servizio della medicina generale, che, almeno per il momento, sembra emergere dal documento base per le trattative, ma, dal momento che rimane una certa discrezionalità periferica, la situazione richiede una costante verifica a livello locale. Per questo rivolgo l'appello a tutti gli operatori sanitari, medici e farmacisti in primo luogo, a vigilare perché non si verifichi uno svuotamento dei servizi del territorio: noi abbiamo la responsabilità dell'assistenza ai pazienti e siamo chiamati a rilevare e segnalare qualsiasi problematica». D'altra parte, «ci troviamo in un momento di economie per il servizio sanitario nazionale e il rischio è che si affermino indirizzi in nome di un risparmio che sono in realtà contrari al buon funzionamento dell'assistenza. Già la chiusura dei piccoli ospedali non fa che creare disagi a una popolazione già in difficoltà, chiudere o diminuire l'orario di assistenza degli ambulatori medici priverebbe delle cure primarie proprio la parte di popolazione più fragile, che avrebbe difficoltà a trovare risposta ai bisogni di salute, con ripercussioni anche sulla rete delle farmacie». Inoltre, in generale, «la collaborazione medico e farmacista è fondamentale per la popolazione e per lo stato di salute del paziente, soprattutto in questi territori. Farmacista e medico sono cardini di un'assistenza imperniata sulla persona. È con queste figure del territorio che si instaura una relazione di cura intima e profonda, base per il funzionamento della terapia. L'aderenza alla terapia è infatti qualcosa che viene rafforzato dal messaggio positivo, dalla vicinanza di queste figure al paziente, dall'ascolto e da un percorso comune. Tutti elementi che rischiano di essere messi in discussione in un processo di aggregazione».

Francesca Giani



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