Sanità

gen272020

In Farmacia per i bambini, Fondazione Rava: i dati su impatto su povertà sanitaria minorile

In Farmacia per i bambini, Fondazione Rava: i dati su impatto su povertà sanitaria minorile

Povertà sanitaria: i prodotti di cui gli enti hanno più bisogno sono pannolini, farmaci pediatrici da banco e latte in polvere. L'indagine di Fondazione Rava sull'impatto dell'iniziativa "In farmacia per i bambini"

Negli ultimi dieci anni la povertà nel nostro Paese è cresciuta esponenzialmente diventando un fenomeno con forte concentrazione territoriale e particolarmente presente tra le famiglie numerose, di stranieri e con bassi profili professionali. Nell'ultimo anno oltre 4 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami specialistici a causa di problemi economici. La povertà sanitaria è strettamente connessa alla povertà economica, ma non coincide con essa, dipende anche da ostacoli di tipo informativo e culturale, dati da bassi livelli di istruzione o condizioni di svantaggio sociale e scarsa integrazione. Su queste premesse la Fondazione Francesca Rava ha avviato un'analisi patrocinata da Ministero della Salute, Federfarma e Fofi in collaborazione con l'Istituto per la ricerca sociale (Irs), i cui risultati sono stati presentati il 24 gennaio a Roma, che ha valutato dimensioni e ricadute dell'iniziativa "In Farmacia per i bambini di Fondazione Francesca Rava" attiva dal 2013.

Enti aderenti: ecco di chi si prendono cura

Attraverso una websurvey sono stati intercettati 182 enti, pari a oltre un terzo del totale degli enti aderenti, che hanno in carico situazioni di estrema fragilità e deprivazione: bambini o ragazzi italiani o stranieri accolti in comunità, casa-famiglia; bambini o ragazzi che appartengono a nuclei famigliari italiani e stranieri in condizioni di grave povertà o marginalità bambini nella fascia della prima infanzia; ragazzi all'interno del circuito penale; bambini ragazzi appartenenti a nuclei famigliari di cittadinanza straniera, in condizioni di grave povertà economica e privi di accesso al Servizio sanitario nazionale; bambini o ragazzi con problematiche sanitarie anche gravi.
È emerso inoltre che i prodotti di cui gli enti hanno maggiormente bisogno, e a cui principalmente accedono tramite l'iniziativa, sono soprattutto pannolini, farmaci pediatrici da banco, latte in polvere, alimenti per l'infanzia. Fatte 100 le spese dedicate ai prodotti farmaceutici e prodotti da banco per l'infanzia, i pannolini pesano il 36% del totale, seguiti per il 25% dai farmaci da banco e per il 22% dal latte in polvere, elemento fondamentale per la nutrizione.
Un ente su quattro dichiara di avere un budget dedicato all'acquisto di questi beni. Emerge, tuttavia, anche un bisogno diffuso di prodotti e farmaci da banco per adulti, in particolare per le madri dei bambini, in termini di integratori e multivitaminici da assumere in gravidanza e allattamento, prodotti per l'igiene intima e per l'igiene dentale; farmaci e prodotti da banco in ambito ginecologico. L'85% del campione afferma che la fornitura di farmaci da banco e prodotti ricevuti ha inciso significativamente sui bisogni sanitari delle persone minorenni in carico o comunque seguite con continuità. L'aiuto offerto con il progetto ha permesso agli enti di coprire mediamente circa il 50% del loro fabbisogno. I bisogni che restano scoperti dalla raccolta vengono per lo più coperti dagli enti con risorse del proprio bilancio (77%), o con iniziative di raccolta fondi (43%), o grazie ai sostegni da parte di Comune o Asl (20%).

Assistenza medica mancante

Grazie ai risparmi generati tramite la donazione dei prodotti, gli enti dichiarano di aver potuto investire soprattutto in beni di prima necessità (cibo vestiario, materiale scolastico), richiamati dal 67% del campione, ma anche in attività ricreative per bambini (36%) ed in assistenza medica (22%), significative soprattutto per gli enti che fanno accoglienza diretta. Sul fronte dell'assistenza medica, la ricerca ha infine evidenziato anche alcune priorità sanitarie a cui i bambini accolti o incontrati da parte degli enti hanno accesso con molta difficoltà: utilizzo dei servizi sanitari con tempistiche e modalità errate; problematiche relative all'alimentazione e all'educazione alimentare; scarsa attenzione a problematiche sanitarie di tipo dermatologico; abuso di farmaci: somministrazione ai bambini di medicinali con impiego e dosaggio non sempre corretti; assenza di vaccinazioni; mancato accesso alle cure odontoiatriche e oculistiche; difficoltà o impossibilità di accesso ai servizi neuropsichiatrici e servizi correlati.
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