FITOTERAPIA

gen192018

Incenso, dono dei Re Magi e della Boswellia serrata

Incenso, dono dei Re Magi e della Boswellia serrata
La tradizione di effondere essenze profumate nell'ambiente ha origini antiche, ma permane anche ai giorni nostri. Si possono utilizzare olii essenziali vaporizzati, piante profumate tal quali, ma tra i più antichi metodi c'è la combustione dell'incenso.
Nel Vangelo, i Re Magi offrono incenso, per connotare il carattere divino del bambin Gesù, e mirra, a simboleggiare il futuro sacrificio e morte.
Con il termine "incensare" si intende, infatti, in senso lato "rendere onore". In verità, non esiste un "incenso" in senso lato: ogni cultura ha utilizzato gommoresine o derivati di diverse piante autoctone che avessero la caratteristica di diffondere delicati profumi una volta bruciate.
Nella pratica fitoterapica, l'"incenso" che viene studiato e utilizzato è il "Franckincense" (trad: "vero incenso"), ovvero la gommoresina che essuda da incisioni sulla corteccia delle piante del genere Boswellia.
Precisamente la pianta di cui andiamo a scrivere è la Boswellia serrata. Quest'albero cresce in India, Nord Africa e Medio oriente e, benché l'incenso "di Boswellia" sia utilizzato e conosciuto da tutte le civiltà mediterranee da oltre 3500 anni, la pianta è stata descritta dettagliatamente per la prima volta solo nel 1805. Dalle incisioni sulla corteccia ne scaturisce un essudato che contiene il 16% di olio essenziale che è a sua volta costituito al 50% da acidi triterpenici pentaciclici detti acidi boswellici.
E sono proprio gli acidi boswellici i responsabili delle proprietà terapeutiche della pianta.
Già negli antichi testi di medicina ayurvedica viene riportato l'utilizzo di questo incenso e gli studiosi indiani Chopra e Saluja ne hanno paragonato l'efficacia rispetto a glucosamina (2g/die) e celecoxib (200mg/die) per trattare l'osteoartrite del ginocchio. In questo caso l'effetto antiinfiammatorio della boswellia era supportato da altre piante della tradizione ayurvedica (zenzero officinale, tinospora cordifolia ed emblica officinalis), con il risultato che, dopo 6 mesi di trattamento, il miglioramento ottenuto dai tre trattamenti era comparabile (dolore, distanza percorsa, flessibilità).
Il meccanismo d'azione degli acidi boswellici interviene esclusivamente sulla sintesi dei leucotrieni e sembra non interferire con l'enzima Cox. Inoltre, l'acido cheto-beta-boswellico inibisce l'attività dell'elastasi leucocitaria, inibendo la sintesi di elastasi che sono coinvolti nell'infiammazione cronica.
L'azione sul Lox ha stimolato i ricercatori ad analizzare i potenziali effetti sull'asma della boswellia. Somministrando 300mg di estratto per 3 volte al giorno e per 6 settimane, il 70% dei pazienti trattati ha riportato un miglioramento della malattia, con la sparizione di sintomi fisici e segni come dispnea, rochi, numero di attacchi ed aumento di Fev, Fvc e una riduzione nella conta eosinofila.
Gli effetti sulla conta linfocitaria sono ancora da comprendere appieno: infatti, si è osservato che basse quantità di estratto possono aumentare la proliferazione linfocitaria, mentre dosi maggiori inibiscono la stessa.
La boswellia altera il processo di infiammazione anche per altre vie. Ad esempio, Ammon ha evidenziato l'inibizione del fattore NF-kB, e una down-regulation di Tnf-alpha con conseguente riduzione di IL-1,2,4,6 e Ifn-gamma. Gli acidi boswellici, ed in particolare l'acido 11-cheto-beta-boswellico e l'acido acetil-11-cheto-beta-boswellico, sopprimono inoltre la via classica del complemento, inibendo la conversione di C3 in C3a e C3b.

Non sono riportati in letteratura effetti collaterali importanti, salvo le solite precauzioni per gravidanza ed allattamento e farmaci anticoagulanti. L'attenzione è da portare alle interazioni con Fans e cortisonici: non perché ci siano cali dell'attività, anzi! L'associazione tra estratto di boswellia e queste classi di farmaci potenzia gli effetti di quest'ultimi.

Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello
in collaborazione con Riccardo Carli, PhD Student at The University of Queensland

Fonti:
Rheumatology (Oxford). 2013 Aug;52(8):1408-17. doi: 10.1093/rheumatology/kes414. Epub 2013 Jan 30.
Phytomedicine.2003 Jan;10(1):3-7.
Phytomedicine.2016 Nov 15;23(12):1375-1382. doi: 10.1016/j.phymed.2016.07.009. Epub 2016 Jul 27.
Phytomedicine.2010 Sep;17(11):862-7. doi: 10.1016/j.phymed.2010.03.003. Epub 2010 Aug 8.
Eur J Med Res.1998 Nov 17;3(11):511-4.
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Garattini S., Bertelè V. Farmaci sicuri
vai al download >>

SUL BANCO