Sanità

giu292017

Incontinenza, la denuncia dei pazienti contro i nuovi Lea

Incontinenza, la denuncia dei pazienti contro i nuovi Lea
Sono 5 milioni in Italia le persone che soffrono di incontinenza e un bambino su 4mila nasce con una malformazione genitale che lo porta a soffrirne senza grandi rimedi. Ma secondo le associazioni di pazienti, nonostante i numeri, si è scelto per esempio di togliere dai Lea gli 'standard assorbenza' «che per gli incontinenti - spiega a Farmacisa33 Francesco Diomede, Presidente Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico, durante l'incontro di ieri a Roma sul tema - sono cosa fondamentale». Secondo Diomede là dove il paziente contestasse una tipologia di pannoloni, il Ctu del magistrato o privato, non riuscirebbe a fare una perizia perché senza standard. «Questi standard andavano migliorati, ma non fatti sparire. Quelli dei vecchi Lea erano obsoleti e per questo noi avevamo proposto di migliorarli». E sulle motivazioni, date alle associazioni che contestano la cancellazione dai Livelli essenziali di assistenza, Diomede spiega che «sarebbero risultati tecnologicamente superati».

Ma per il presidente Fincopp, non è proprio così. «Andavo mantenuti i parametri visto che solo per i pannoloni parliamo di 361milioni di euro all'anno. Ma un pannolone che non assorbe provoca maggiori cambi e quindi più inquinamento. Il pannolone è la sconfitta dell'incontinenza non la soluzione, ed è questo che non si vuol capire». La richiesta, insomma, delle associazioni è che si reintroducano questi standard e che ci siano audit su tutti i dispositivi medici così che il cittadino dica la sua sui prodotti che utilizza. «Invece - spiega ancora Diomede - siccome si pensa solo al costo, finisce che le Asl non danno prodotti di alta qualità ma prodotti scadenti che acquistano a prezzi più bassi. Ed è così che le aziende ribassano i prezzi per vincere le gare d'appalto. Aspettiamo che nel concreto qualcuno ci dia ascolto», conclude Diomede. La conferenza, in occasione della "XII Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza", è stata organizzata dalla Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico (Fincopp), con l'Associazione Italiana Stomizzati (Aistom), l'Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali (Aimar), la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) e la Fondazione Italiana Continenza (Fic). Oltre che con il contributo incondizionato di Doc (generici per scelta). «A volte, il minor prezzo non coincide con la miglior qualità, e questo porta un innalzamento dei costi del sistema sanitario nazionale. Il paziente incontinente deve tornare ad essere centrale, e non può essere standardizzato.

Il bisogno, che è individuale, deve essere riferito al singolo portatore della specifica patologia», ha spiegato il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, intervenuto al convegno e primo firmatario di una proposta di legge sull'incontinenza urinaria e fecale, ferma però in Senato da tempo. Tema, infatti, al centro del dibattito proprio quello della conciliazione tra sostenibilità del Ssn e efficienza delle prestazioni erogate. «Credo che i temi del welfare - ha aggiunto Lettieri - vadano affrontati sempre in una logica che recuperi non soltanto le valutazioni di carattere economico, ma anche i principi di coesione sociale senza rinunciare alla centralità dell'uomo, sia per chi fa politica che per chi non la fa. I risparmi in sanità non sono nulla se aumentano le disuguaglianze. Lor sforzo deve essere quello di tenere nel miglior equilibrio possibile un buon governo della spesa con la garanzia di accesso ai Lea».


Rossella Gemma
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