Sanità

giu22018

Indice di ruralità, al centro disagio e servizio. Ecco il razionale della piattaforma negoziale

Indice di ruralità, al centro disagio e servizio. Ecco il razionale della piattaforma negoziale
«Ci sono farmacisti che sono al fianco della popolazione 24 ore su 24 e ci sono farmacie che fanno più di 180 notti all'anno perché prestano servizio su territori ampi ma caratterizzati da rarefazione abitativa. Vogliamo iniziare a valorizzare come si deve questo impegno e dare un sostegno sufficiente per quelle situazioni di disagio, dove il bacino di utenza non è tale da garantire sostenibilità economica». Commenta così Silvia Pagliacci, presidente Sunifar, la piattaforma negoziale sui criteri per l'indennità di residenza, elaborata dalla Commissione ruralità di Federfarma e approvata dall'Assemblea del Sunifar «con ampia maggioranza - 71 voti favorevoli, tre contrari e tre astenuti. La commissione ruralità» spiega a Farmacista33 «che ha lavorato intensamente, si è occupata di rivedere gli indici di ruralità alla luce di quanto riportato dall'Atto di indirizzo per la Convenzione». "Previa verifica delle normative regionali" vi si legge "eÌ necessario rivedere la definizione del concetto di farmacie rurali sussidiate in quanto ad oggi il concetto di ruralità deve essere sostituito dal concetto di farmacia disagiata ed eventuali benefici devono essere ancorati al fatturato della farmacia determinato ai fini della dichiarazione IVA". «Il documento che ne è scaturito è una proposta di lavoro destinata alla Sisac, che sarà quindi oggetto di negoziazione al tavolo. Si tratta di una piattaforma di rivendicazione sindacale e rappresenta il mandato da parte del Sunifar sul tema, ma quello che poi, concretamente, ne uscirà sarà il risultato dei lavori del tavolo sulla Convenzione. Prima di arrivare all'approvazione dell'Assemblea, comunque, il documento è passato due volte al vaglio del Consiglio di presidenza, che vi ha apportato qualche modifica, ed è stato condiviso dal consiglio delle Regioni. Quanto ai contenuti, come abbiamo più volte ricordato, la Convenzione può solo indicare i criteri di ruralità, la definizione del quantum poi spetta alle singole Regioni».

A ogni modo, «lo schema si basa su quattro indicatori a cui vengono attribuiti una serie di punteggi: il numero di abitanti del comune in cui opera la farmacia, il fatturato di riferimento, la distanza dal capoluogo di provincia più vicino e i turni effettuati in un anno. Il razionale che ha guidato la stesura della piattaforma è stato quello di trovare un meccanismo per riconoscere lo stato di disagio, perché il sostegno venga attribuito in maniera più sostanziosa al farmacista che opera in condizioni di maggior difficoltà, con un disagio che è suo e della sua famiglia, che deve vivere in un centro privo di servizi: per questo si chiama "indennità di residenza". Si è trattato quindi di trovare un criterio di 'solidarietà' per individuare chi ha più bisogno. Con due ulteriori considerazioni: la prima è che lo stato di disagio va considerato sotto vari punti di vista. Il fatturato è importante ma non è il solo criterio: contano anche le caratteristiche del territorio, dalla possibilità che un'area ha di rispondere al bisogno assistenziale della popolazione alla distanza dai servizi, che è espressa dalla distanza dal capoluogo di provincia. La seconda considerazione è la necessità di valorizzare l'essenza stessa del servizio farmaceutico, che di fatto consiste nel rendere il più possibile accessibile ai cittadini, ovunque essi siano, il bene farmaco e, non dimentichiamolo, un supporto sanitario a tutto tondo. Non si può non tenere in considerazione che la capillarità, l'accessibilità del servizio, ha un costo per il farmacista che presta il suo servizio alla collettività. Il senso di aver indicato anche criteri quali i turni notturni va in questa direzione: in territori ampi, caratterizzati da rarefazione abitativa, i turni di notte gioco forza aumentano. Questo impegno, questa fatica, va riconosciuta. Il concetto che abbiamo voluto rimarcare è che l'indennità di residenza non deve essere vista dalle regioni come un riconoscimento simbolico, ma deve avere un valore pregnante. Perché deve diventare un modo con cui le Regioni riconoscono che attraverso l'impegno dei farmacisti il Servizio sanitario regionale può offrire assistenza ai cittadini, e in particolare alla fascia più fragile della popolazione».

Tutto questo con un ulteriore obiettivo: «uniformare il più possibile un riconoscimento che allo stato attuale varia in maniera importante da regione a regione, garantendo al contempo che i colleghi che oggi hanno un quid maggiore non ne risultino danneggiati».


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Garattini S., Bertelè V. Farmaci sicuri
vai al download >>

SUL BANCO