Sanità

nov142018

Indigenza farmaceutica, Parafarmacie: senza concorrenza nessun vantaggio per consumatori

Indigenza farmaceutica, Parafarmacie: senza concorrenza nessun vantaggio per consumatori
Il rapporto sulla povertà sanitaria del Banco Farmaceutico non sorprende, molto dipende dalla stagnante congiuntura economica del nostro Paese ma anche dal fatto che l'attuale sistema di distribuzione del farmaco non è adeguato a sostenere chi si trova in difficoltà, senza un sistema duale di confronto dell'offerta, non c'è concorrenza e di conseguenza non vi sono vantaggi per i consumatori. È la posizione ribadita da Mnlf (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) e da Culpi (Confederazione unitaria delle Libere Parafarmacie Italiane) in una nota in cui sottolineano che da due anni denunciavano già a istituzioni e politica "la china pericolosa che il nostro Paese stava prendendo". Dal Rapporto 2018 è emerso che la strategia del risparmio, che riguarda 5,66 milioni di famiglie e 13,7 milioni di individui che rinunciano ad acquistare le medicine per le proprie cure, "si configura come un vero e proprio comportamento diffuso e di massa, e non si risolve - secondo le due sigle - solo con la beneficenza a cui va dato atto dell'immenso lavoro fatto, ma con cambiamenti strutturali che tra le altre cose avrebbero il vantaggio di essere a costo bassissimo per lo Stato".

E lanciano alcune provocazioni: "Perché il farmaco generico meno costoso del farmaco griffato negli ultimi sette anni per i farmaci rimborsati (classe A) è cresciuto di oltre il 13%, mentre nello stesso periodo, per i farmaci pagati direttamente dai cittadini (fascia C) è cresciuto solo del 3% circa? Perché questa differente crescita in un settore che sostanzialmente è lo stesso e ove operano le stesse aziende? I motivi - rispondono le due sigle - sono gli stessi che portarono all'insuccesso del Decreto Storace del maggio del 2005, allorché fu data la possibilità alle farmacie di praticare sconti sul prezzo massimo dei Sop e Otc. Risultato pochissime farmacie fecero sconti, proprio come oggi. Non accade la stessa cosa dopo la liberalizzazione dei farmaci d'automedicazione che introdusse un elemento pro-concorrenziale attraverso l'entrata nel mercato di nuovi attori".

La causa, si legge nella nota, "è chiara: senza un sistema duale di confronto dell'offerta, non c'è concorrenza e di conseguenza non vi sono vantaggi per i consumatori. Assenza di concorrenza che non ha solo dei risvolti in termini economici ma come ha sottolineato il rapporto del Banco Farmaceutico anche di carattere sociale". E chiudono rilanciando la loro visione di riforma del settore: "Una farmacia convenzionata con il sistema sanitario e una farmacia non convenzionata con gli stessi standard qualitativi e di controllo, è la riforma strutturale per rispondere a quella che a tutti gli effetti possiamo chiamare indigenza farmaceutica. Le forze politiche al governo debbono rendersi conto che non tutte le soluzioni presenti nel loro contratto sono la panacea assoluta dei tanti problemi che affliggono il Paese, forse ve ne sono alcune che pur se fuori da quel contratto sono altrettanto valide per risolvere quei problemi, oltretutto a costo zero per lo Stato".
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