Sanità

giu62018

Infermiere nella farmacia servizi, Osservatorio Fnopi: lo chiede il 65% dei cittadini

Infermiere nella farmacia servizi, Osservatorio Fnopi: lo chiede il 65% dei cittadini
Il 65,55% dei cittadini ritiene utile essere assistito da un infermiere nella farmacia dei servizi e il 78,61% accogliere con favore l'istituzione degli infermieri di famiglia. Un dato questo che emerge dall'Osservatorio civico sulla Professione Infermieristica condotto dal Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva con il coinvolgimento delle organizzazioni dei cittadini e di stakeholder del settore, da cui partono poi 11 proposte di miglioramento della risposta assistenziale infermieristica. E alcune riguardano proprio la valorizzazione del ruolo dell'infermiere nell'ambito dell'uso delle tecnologie sanitarie sul territorio, riconoscendone un ruolo attivo nell'erogazione di specifiche prestazioni (es. telemedicina, tele monitoraggio, teleconsulto) inserite nei percorsi assistenziali e la sua promozione nella realtà quotidiana della persona.

«Vi sono molti ambiti in cui l'infermiere può essere presente» si legge nel Rapporto, «ambiti che necessitano di una formazione di livello superiore sotto il profilo clinico, assistenziale e relazionale. Fino ad una decina di anni fa, pochi avrebbero immaginato come sarebbe cambiato il volto delle farmacie: oggi all'interno di queste, eÌ possibile trovare e dunque far riferimento ad altri professionisti sanitari, tra i quali l'infermiere. I cittadini possono sottoporsi ad un'iniezione intramuscolare, al cambio di una medicazione, al test per la glicemia, alla misurazione della pressione ma anche avere informazioni su come aderire correttamente alle prescrizioni terapeutiche o ricevere specifica educazione sanitaria. Preso atto di un 22,35% di intervistati che hanno indicato la voce "non saprei", tra i restanti, il 65,55% riterrebbe utile essere assistito da un infermiere nella farmacia dei servizi contro un 12,10% che non ne ha intravisto l'utilità». Eclatante, continua il rapporto, «eÌ invece il dato riguardante la possibilità di poter scegliere e disporre di un infermiere di famiglia/comunità come accade per il medico di medicina generale (MMG). Il 78,61% vede favorevolmente tale possibilità, mentre un minuto scetticismo (No=10,40%) e una mancata consapevolezza (Non saprei=10,99%) riguardano rispettivamente circa 1 caso su 10». In generale, «un cittadino su due reputa che il numero di infermieri sia insufficiente per garantire l'assistenza non solo in ospedale ma anche sul territorio». A ogni modo, «i cittadini reputano il lavoro degli infermieri positivo ma temono anche che il tempo dedicato all'assistenza venga meno a causa delle attività burocratiche (51,3%). Un paziente su quattro, infatti, segnala poca empatia e disponibilità all'ascolto e più di uno su tre vorrebbe maggiore integrazione con le altre figure sanitarie».

Molti sono i dati emersi dall'Osservatorio e a partire da questi sono state formulate 11 azioni di miglioramento che il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva ha presentato alla FNOPI, con «l'intento di rafforzare l'alleanza tra cittadini e infermieri e stimolare una migliore qualità dell'assistenza infermieristica». E tra queste c'è anche quella di «promuovere la cultura dell'integrazione tra più professioni sanitarie, investendo su modelli organizzativi idonei a rispondere al meglio ai bisogni di cura e di assistenza del paziente»; «riconoscere e valorizzare il ruolo dell'infermiere nell'ambito dell'uso delle tecnologie sanitarie sul territorio, riconoscendone un ruolo attivo nell'erogazione di specifiche prestazioni (es. telemedicina, tele monitoraggio, teleconsulto) inserite nei percorsi assistenziali»; «lavorare sul ruolo proattivo degli infermieri riguardo alle cronicità ed altre situazioni di fragilità, rendendoli anche un anello di integrazione dei percorsi tra ospedale e territorio», ma anche «praticare soluzioni che promuovano la figura del professionista nella realtà quotidiana della persona: l'infermiere a domicilio, l'infermiere di famiglia/comunità, l'infermiere all'interno di plessi scolastici e nelle farmacie dei servizi». (FG)
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