Sanità

mar72018

Infermieri prescrittori, Melazzini (Aifa) apre alla possibilità: trait d'union tra diverse professionalità

Infermieri prescrittori, Melazzini (Aifa) apre alla possibilità: trait d'union tra diverse professionalità
Il direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) Mario Melazzini apre alla possibilità di "prescrizione" dei farmaci da parte degli infermieri. Nel suo intervento al Congresso della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (ex Ipasvi ora Fnopi), il dg Aifa ha indicato la possibilità di avviare un percorso «che possa garantire una risposta più funzionale ai pazienti». Melazzini ha premesso di essere favorevole alla prescrizione dei farmaci innovativi da parte dei medici di famiglia; in questo solco la prescrizione di medicinali da parte degli infermieri (con modalità e forme tutte da approfondire) è un aspetto su cui si può lavorare. Ovviamente, ha precisato Melazzini, «tutte le professionalità devono lavorare insieme, medici, operatori sanitari e soprattutto farmacisti» e la farmacia dei servizi, secondo il dg di Aifa, può avvalersi proficuamente della figura dell'infermiere: «Chi meglio di questi professionisti può essere trait d'union tra le diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prescrizione?», ha detto il dg che una nota inviata a stretto giro ha ricordato che il problema centrale dell'assistenza sanitaria è «la presa in carico integrale del paziente, del suo inserimento e accompagnamento all'interno di un percorso terapeutico in cui giocano un ruolo importante tutte le diverse figure dei professionisti sanitari». In questo scenario gli infermieri sono «fondamentali nel rapporto quotidiano con il malato e costituiscono una figura di riferimento per garantire l'aderenza terapeutica e la sostenibilità del sistema, evitando trattamenti inappropriati e conseguente spreco di risorse pubbliche». Melazzini ha evocato quanto accade in altri Paesi europei: «Nel Regno Unito, l'infermiere ha la possibilità di prescrivere un numero ristretto e ben definito di farmaci, nel contesto di un piano clinico paziente specifico dopo diagnosi medica. Altra esperienza di rilievo è quella della Spagna, in cui non si parla mai di prescrizione ma di dispensazione di medicinali. L'ordine di dispensazione è il termine utilizzato al posto della ricetta medica. Nel nostro Paese allo stato attuale la norma di riferimento (d.lgs. 219/2006 - titolo VI) individua tra i soggetti legittimati a prescrivere il farmaco solamente i medici. Pertanto, qualora si volesse sperimentare un percorso di estensione di questa facoltà, in casi ben definiti e sempre in accordo con il medico di riferimento, sarebbe indispensabile un cambiamento della norma. Al di là dell'aspetto tecnico e giuridico relativo alla prescrizione credo personalmente che i tempi siano maturi per un confronto di più ampio respiro, tra tutti gli attori coinvolti: i medici, infermieri, Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità. L'obiettivo di questo dibattito non deve essere quello di definire i confini e gli ambiti di intervento delle diverse categorie professionali quanto piuttosto individuare soluzioni concrete per migliorare la presa in carico del malato ed offrire una risposta sempre più funzionale alla domanda del bisogno di salute più tempestiva e adeguata».
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