Sanità

mar12016

Infiltrazioni mafiose in farmacia a Milano. Boccassini: non è un caso isolato

Infiltrazioni mafiose in farmacia a Milano. Boccassini: non è un caso isolato
Un investimento di oltre 2 milioni di euro «di provenienza illecita aggravata dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta» per l'acquisto di una farmacia milanese all'interno della quale lavorano figli laureati di grosse famiglie mafiose. E non sarebbe un caso isolato. È questo il quadro, riportato dalla stampa locale, emerso dalle indagini che hanno portato all'arresto di Giuseppe Strangio, direttore delle poste di Siderno in Calabria, accusato di avere impiegato denaro proveniente da attività illecite per acquistare nel 2006 una farmacia in piazza Caiazzo a Milano. Gli inquirenti hanno spiegato che per l'acquisto «non ha esercitato nessuna pressione illecita, ha solo messo molto denaro». Nella farmacia, ha spiegato in conferenza il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, nel frattempo avevano iniziato a lavorare «la figlia, da poco laureata in Farmacia, il figlio di Giuseppe Calabrò, coinvolto in indagini per sequestro di persona, traffico di droga e altro». Boccassini ha sottolineato come siano tanti i casi in cui i «figli delle famiglie mafiose, almeno in quelle sfiorate da questa indagine che vede coinvolte altre farmacie milanesi, abbiano scelto di laurearsi in Farmacia». E ha infatti precisato come «alcune delle tante farmacie da poco aperte nel territorio milanese appartengano a giovani che a loro volta sono parenti delle famiglie coinvolte in indagini su attività criminali». Nel caso in questione, i due giovani non sono indagati né la farmacia è stata sequestrata.
Una situazione destinata ad aggravarsi, secondo Roberto Tobia, presidente di Federfama Palermo che da tempo denuncia le potenziali infiltrazioni mafiose nel settore Farmacia: «Se non verranno posti paletti adeguati all'entrata dei capitali prevista dal Ddl concorrenza» ha commentato «per queste organizzazioni far entrare denaro sporco per riciclarlo sarà molto più semplice di quanto non lo sia ora».
Il rischio di infiltrazioni mafiose, sottolinea, «si sposa con le difficoltà economiche che il settore sta attraversando e non è un problema del Sud dell'Italia, come dimostra questo caso. Le ramificazioni sono tali che tutto il paese avrà questo problema».

Il caso milanese, secondo il senatore Luigi d'Ambrosio Lettieri (CoR), componente della Commissione Sanità del Senato è la «conferma di quanto occorra non abbassare la guardia». In una nota il senatore, con riferimento al ddl concorrenza relativamente al capitolo sulle srl semplificate «che, secondo il testo della Camera, potranno essere costituite da professionisti senza l'obbligo di rivolgersi ad un notaio» avverte che per scongiurare casi come questi bisogna introdurre «vincoli più severi e meccanismi di controllo efficienti». Secondo d'Ambrosio Lettieri, «semplificare e aprire al mercato è indispensabile, ma anche mettere dei paletti».

Simona Zazzetta
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Schramm - La farmacia online
vai al download >>

SUL BANCO