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feb22017

Influenza, antivirali sottoutilizzati nei bambini ricoverati

Influenza, antivirali sottoutilizzati nei bambini ricoverati
I farmaci antivirali sono sottoutilizzati nei bambini ricoverati in ospedale con influenza, secondo uno studio americano che ha valutato 46 ospedali pediatrici durante le stagioni influenzali 2007-2015 e nel corso della pandemia H1N1 del 2009. «I bambini nei gruppi ad alto rischio di complicanze da influenza non sono risultati avere una maggiore probabilità di ricevere una terapia antivirale rispetto agli altri bambini» spiegano gli autori della ricerca, sotto la supervisione di Adam L. Hersh della University of Utah School of Medicine a Salt Lake City. La premessa è che sia il comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione degli U.S. Centers for disease control and prevention (Cdc) sia l'American academy of pediatrics (Aap) raccomandano che tutti i bambini ricoverati con l'influenza ricevano un farmaco antivirale; eppure studi precedenti hanno dimostrato che gli antivirali sono sottoutilizzati in questa popolazione.

Il team guidato da Hersh ha utilizzato i dati di membri del "Pediatric health information system network" per verificare i pattern di uso di antivirali tra i bambini ricoverati con l'influenza, inclusi quelli in condizioni ad alto rischio. Su circa 36mila bambini ricoverati con una diagnosi di influenza, il 69% ha ricevuto la prescrizione di un antivirale. Tra i 46 ospedali considerati, il tasso variava dal 38% al 83%, evidenziano i ricercatori. Durante la stagione pandemica, solo il 20% dei bambini ha ricevuto un farmaco antivirale ma, dopo la pandemia, la quota è salita al 69%. Nelle ultime stagioni influenzali studiate (2014-2015), l'uso di un antivirale nel network ospedaliero è variato dal 42% al 90%. I bambini con una condizione ad alto rischio hanno avuto una probabilità solo leggermente maggiore di ricevere un antivirale (70%) di quanta ne avessero i bambini senza una condizione ad alto rischio (67%).

«Questo è un settore in cui programmi di gestione degli antimicrobici e i farmacisti clinici possono utilizzare strumenti, tra cui le linee guida e il supporto decisionale computerizzato per garantire che i medici che si occupano di questi pazienti siano consapevoli della diagnosi di influenza e dei benefici di un inizio precoce della terapia antivirale nei pazienti a più alto rischio» ha sottolineato Hersh. Secondo Suchitra Rao, del Children's Hospital Colorado e dell'Università del Colorado di Aurora - non tra gli autori del lavoro citato sopra - «i prestatori di cure devono essere consapevoli delle attuali raccomandazioni dei Cdc e dell'Aap, secondo cui tutti i pazienti ricoverati dovrebbe ricevere farmaci antivirali, come oseltamivir, a prescindere dalla comparsa dei sintomi o della gravità della malattia. Studi di coorte osservazionali hanno dimostrato che l'uso precoce di un antivirale nei bambini ospedalizzati con l'influenza si associa a una ridotta degenza ospedaliera, una minore probabilità di ricovero in terapia intensiva e una diminuita necessità di ventilazione meccanica. Altri studi osservazionali hanno suggerito che il trattamento può migliorare la sopravvivenza». In ogni caso, osserva Rao, «anche se l'uso degli antivirali è aumentato a seguito della pandemia del 2009, vi è ancora un ampio margine di miglioramento».

Jama Pediatr, 2017 Jan 23. [Epub ahead of print]
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28114638
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