Politica e Sanità
26 Settembre 2018Il 25,6% degli italiani, in caso di influenza, si reca in farmacia e chiede consiglio al farmacista. Il dato è emerso nella ricerca on line "Gli italiani e l'influenza stagionale" presentata da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, aderente a Federchimica). Alla presentazione Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano, ha delineato le caratteristiche della prossima influenza stagionale. Si tratta di un dato interessante, su un campione rappresentativo della popolazione, che conferma come il farmacista sia un punto di riferimento per il cittadino, che spesso lo preferisce anche al medico di medicina generale, per la sua disponibilità. Inoltre, è una tendenza in ascesa: la stessa domanda è stata infatti posta anche nel 2016 e nel 2017, e i numeri sono in crescita. Se nel 2016 si rivolgeva al farmacista il 17,7% del campione, nel 2017 il 20,8%, e quest'anno si è arrivati a uno su quattro. Se si guarda alle risposte femminili, come atteso il dato è ancora più alto: si reca in farmacia a chiedere consiglio il 27,2% delle donne. Parallelamente cala di 5 punti il ricorso autonomo all'automedicazione che passa dal 40,5% del 2017 al 35,2%.
«Ritengo positivo l'incremento della richiesta di consiglio al farmacista, perché rinforza un uso responsabile dell'automedicazione», commenta Pregliasco. «Mi piace che sia il farmacista a consigliare il farmaco giusto al momento giusto. Questo aiuta nella scelta del farmaco e permette un approccio mirato all'automedicazione. Il farmacista aiuterà, infatti, ad avere un corretto comportamento nei confronti dei sintomi: alleviarli senza azzerali. Permetterà anche di evitare interazione tra farmaci, specie con terapie già in essere» Infine, di non poco conto, il consiglio del farmacista «permette una riduzione dei costi ed evita un abuso di antibiotici». Per quest'anno si prevede una stagione influenzale di intensità media, ma con non meno di 5.000.000 di casi. Nell'emisfero australe la stagione sta scorrendo con bassi livelli di diffusione e una prevalenza del virus AH1N1, anche se in quest'ultima parte di stagione rimane l'incognita del contributo del virus B che potrebbe innalzare la dimensione complessiva della stagione. «Quanto successo lo scorso anno ce l'ha ricordato chiaramente», ricorda Pregliasco. «Ci aspettavano una stagione nella norma e, invece, quella 2017/2018 è stata una delle stagioni più pesanti degli ultimi anni, con il numero record di 8,5 milioni di casi solo in Italia. Una lezione che non dobbiamo dimenticare. Molto dipenderà anche dal meteo: se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati».
Chiara Romeo
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