Sanità

nov122015

Ingresso capitali. Tobia (Palermo): a rischio indipendenza farmacie, serve grande catena virtuale

Ingresso capitali. Tobia (Palermo): a rischio indipendenza farmacie, serve grande catena virtuale
L'ingresso dei capitali nella proprietà di farmacie, previsto nel ddl concorrenza, rappresenta un rischio per la farmacia italiana indipendente, soprattutto per quella quota, circa il 20%, che ha una situazione economica non florida e quindi maggiormente esposta ai poteri forti legittimi e a soggetti criminali e mafiosi dediti al riciclaggio di denaro. Per far fronte a questi rischi serve una farmacia con le spalle più larghe integrata in una grande catena virtuale in cui ogni attore della filiera ha un suo ruolo per tutelare il sistema farmacia. È questo il messaggio lanciato da Roberto Tobia, presidente Federfarma Palermo e delegato Federfarma presso la Pgeu, alla vigilia dell'apertura di due incontri che si terranno a Palermo il 13 e il 14 novembre: "La farmacia latina", con la partecipazione di delegati Ue dei farmacisti di Spagna, Francia, Portogallo e Italia e "La Farmacia, la Professione, le Istituzioni. Confronto sulla Farmacia che cambia" cui parteciperanno tutti gli attori della filiera italiana, dalla professione al sindacato. «Il tempo delle analisi è finito» sottolinea Tobia «ora bisogna creare sinergie forti e rendere disponibili strumenti finanziari, logistici, distributivi e di rete, che permettano alla farmacia italiana di restare indipendente all'interno di una grande catena virtuale in cui ogni attore deve avere un ruolo che contribuisca a tutelare tutto il sistema della farmacia italiana. L'ingresso del capitale è ormai un fatto compiuto, Certo bisognerà attendere la conclusione dell'iter del ddl concorrenza, ma stando alla volontà manifestata da governo, non verranno posti né paletti né limitazioni. E il rischio di infiltrazioni criminose c'è in tutta la penisola, non solo al Sud». Tobia sottolinea anche il rischio di creare dei veri e propri monopoli, «come accaduto in Estonia e Lettonia dove, per una legge che consente a chiunque di possedere una farmacia, l'80% della distribuzione del farmaco è di proprietà di due catene. Ora con una norma approvata a febbraio del 2015, a partire da marzo 2016, oltre il 50% della proprietà dovrà tornare di proprietà di un farmacista perché il monopolio non va nell'interesse della salute pubblica. Un ddl sulla concorrenza che si occupa di salute, circostanza che per altro non dovrebbe nemmeno verificarsi» aggiunge «non può non tenerne conto di questi aspetti».
A Palermo si parlerà anche di professione: «Un termine da riscoprire» dice Tobia «perché sarà la professionalità a distinguerci dalle grandi catene di distribuzione. Dobbiamo riportare valore nella nostra professione, occuparci del farmaco, focalizzarci sulla presa in carico del paziente e avere strumenti di aggiornamento continuo. La pharmaceutical care va in questa direzione e i progetti Mur, curato dalla Fofi, e "100 province", curato da Federfarma, sono un esempio di come ciò si possa realizzare per poi presentare al Governo una figura professionale a cui dare un riconoscimento economico per le attività che svolge».

Simona Zazzetta
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