Sanità

ott182013

Innovativi in farmacia? Fabrizio (Sifo): possibile ma solo in alcuni casi

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«Ci sono farmaci innovativi che possono essere distribuiti nelle farmacie di comunità, altri per i quali la distribuzione diretta nelle farmacie ospedaliere è vincolante». Lo sottolinea Laura Fabrizio, (foto) presidente di Sifo, intervistata da Farmacista33 a margine del Congresso della Società di farmacia ospedaliera apertosi ieri a Torino. «I farmaci che fanno parte del Pht, per esempio» continua «potrebbero essere distribuiti nelle farmacie territoriali. Diverso è il discorso per farmaci più a rischio, come gli oncologici per via orale, che è bene rimangano nelle farmacie ospedaliere, visto che, tra l’altro, il paziente si reca presso le strutture ospedaliere per il periodico follow up. Siamo tutti parte di un unico Servizio sanitario nazionale con la missione condivisa della continuità assistenziale» spiega Fabrizio «per questo dobbiamo cercare un compromesso e sederci a un tavolo per discutere delle possibili soluzioni. Noi» sottolinea il presidente Sifo «siamo pronti e disponibili».
Il tema del Congresso di quest’anno, con più di 1000 partecipanti, di cui il 30% under 35 “Progettare insieme il futuro tra continuità e cambiamento – sanità, professioni e cittadini «è per tutti noi un impegno a produrre realmente risparmi e reinvestimenti in sanità» continua il presidente Sifo «attraverso il nostro lavoro e le nostre competenze professionali. Il farmacista ospedaliero rappresenta un ponte tra il clinico, che prescrive il farmaco, e il cittadino che lo deve assumere». Un ruolo strategico, secondo Fabrizio, perché «armonizza le due necessità, quella del clinico rispetto all’appropriatezza d’uso, basilare per liberare risorse, e quella del cittadino-paziente che necessita delle terapie appropriate». L’allarme sulla spesa ospedaliera che continua a crescere in modo significativo, è ben presente alla Sifo. «Si tratta di una problematica quotidiana legata all’avvento di farmaci innovativi sempre più costosi, ma, senza avere la bacchetta magica» continua «il farmacista ospedaliero può avere un ruolo importante nel controllo degli sprechi, basti pensare ai progetti relativi all’introduzione del farmacista nei reparti, a quelli per il monitoraggio della distribuzione diretta e a tutti i progetti di ricerca e di studio sull’appropriatezza e sulla sicurezza delle cure» conclude.

Marco Malagutti


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