Sanità

ott72016

Innovativi, Pharmaceuitical care, counseling: Fofi e Utifar disegnano la nuova professione

Innovativi, Pharmaceuitical care, counseling: Fofi e Utifar disegnano la nuova professione
«Al primo posto nella classifica delle preoccupazioni maggiori per i farmacisti di oggi, metterei sicuramente la nostra incapacità di portare in farmacia le molecole di farmaci innovativi». A parlare è il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, intervistato a margine della presentazione del libro "Un nuovo Patto di categoria", scritto dal presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina, presentato a Roma presso il Nobile collegio chimico farmaceutico. «Tra gli sforzi della Federazione - aggiunge Mandelli - c'è sicuramente quello di percorrere una via, insieme ad Aifa, per far sì che il farmacista non venga escluso dal circuito dell'innovazione».

Per il senatore di Forza Italia, infatti, «una categoria che non può avere il meglio che c'è sul mercato in quel momento, è una categoria che non ha futuro». Ma Mandelli torna anche su tema che gli sta molto a cuore e cioè quello dell'aderenza alla terapia. «Deve diventare una pratica quotidiana per il farmacista, perché quando si parla di sostenibilità del Ssn e di nuove molecole, dobbiamo essere in grado di dimostrare che sappiamo far risparmiare lo Stato e trovare fondi necessari in un momento di grande crisi per dare ai pazienti quello che è in loro diritto avere». Ed è proprio parlando di Ssn che il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, Vicepresidente della Fofi, introduce il concetto di razionalizzazione. «Quella della spesa si ottiene attraverso un ruolo della farmacia per il quale il farmacista è già pronto e che passa attraverso la pharmaceutical care in generale e, in particolare, attraverso l'aderenza alle terapie che rappresentano il presupposto per l'efficientamento della terapia farmacologica e per un buon governo della spesa». Ma centrale è anche il tema del Ddl Concorrenza.

«La Commissione x ha concluso i suoi lavori e il provvedimento - precisa Lettieri - è pronto per arrivare in Aula, è anche stato calendarizzato nei lavori quindi penso che nel corso delle prossime settimane approderà nel dibattito che spero rappresenti l'ultima occasione per reintrodurre quegli elementi di miglioramento del testo che noi chiediamo e che rappresentano un presupposto per evitare che con l'ingresso dei capitali 'tout court' la farmacia scivoli rovinosamente verso un declino nel quale il profitto rappresenta la stella polare».
Della necessità di un rinnovato entusiasmo della categoria, «andato un po' scemando» parla invece, Eugenio Leopardi, presidente Utifar. «Si parla di reti e di aggregazioni in vista dell'ingresso di capitali, ma senza concretizzare il tutto. Quello su cui dobbiamo essere bravi, è il non perdere il ruolo professionale del farmacista facendoci schiacciare da iniziative commerciali. Siamo dei professionisti che vendono, ma che soprattutto consigliano il farmaco. E questo è il ruolo che la nostra categoria ha sempre avuto». Secondo Leopardi bisogna poi ricordare sia ai cittadini che alle istituzioni, ma anche ai media la presenza capillare dei farmacisti sul territorio e inquadrarla come una vera risorsa che anche con l'avvento del capitale, farà la vera differenza.

Rossella Gemma






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