Sanità

mar202017

Innovazione, Policicchio (Fenagifar): fenomeno dirompente da cavalcare e non subire

Innovazione, Policicchio (Fenagifar): fenomeno dirompente da cavalcare e non subire
L'innovazione è un fenomeno dirompente che va cavalcato e non subito, fatto di velocità di risposta all'utente e supportata dalla disponibilità dei big data. C'è un futuro pieno di opportunità da sfruttare per rendere la professione sempre più rispondente alle esigenze di salute della popolazione. Questo il messaggio che è emerso dal X Congresso Nazionale Fenagifar, la Federazione Nazionale Associazioni Giovani Farmacisti, ospitato da FarmacistaPiù 2017 svoltosi a Milano nei giorni scorsi. «Le opportunità per i giovani farmacisti sono molte» ha affermato Pia Policicchio, presidente di Fenagifar «e vanno colte per rendere questa professione sempre più avvincente e rispondente ai bisogni di salute. Come per esempio il ruolo farmacista clinico per la gestione dei codici bianchi illustrati dal presidente della Sifac Corrado Giua che ha ricordato le esperienze già in atto in Europa, in particolare in Spagna. Vorremmo condividere una nuova visione della figura del farmacista, rinnovata nel suo ruolo e modificata profondamente sia nei confronti del cittadino, primo utente della Farmacia, che delle altre figure sanitarie con le quali condividere il percorso di cambiamento ed evoluzione». Durante il congresso è stata sottolineata l'importanza della disponibilità di big dati raccolti, per esempio, da App orientate alla salute, che consentiranno a nuovi players, come Apple, Microsoft, Ibm, di entrare nel mercato della salute e rivolgersi non solo ai bisogni legati a patologie ma soprattutto al bisogno di benessere sempre più diffuso.



«Quando si parla di innovazione si rischia di parlare di qualcosa di già passato» ha dichiarato Fabio Mazzotta, General Manager BU Consumer Healthcare, Sanofi Italia e Malta «il contesto tecnologico attuale sempre più integrato e il sistema sociale sempre più fluido impongono all'offerta di salute di aggiornarsi in modo rapido. Anziché guardare con diffidenza e ostilità verso i nuovi mezzi tecnologici è opportuno abbracciare questi strumenti per supportare attività come la dispensazione, la raccolta dei dati, la profilazione del paziente liberando tempo che il farmacista nella farmacia 2.0 può recuperare e investire nel suo valore professionale».


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