FITOTERAPIA

dic32013

Insonnia e cure naturali: gli estratti d’efficacia dimostrata

L’insonnia propriamente detta incorre quando una persona per almeno 3 volte alla settimana si risveglia, o stenta ad addormentarsi, entro i primi 30 minuti di sonno. Anche se esistono numerosi approcci cognitivo-comportamentali efficaci contro l'insonnia, in tutto il mondo continuano a essere prescritti molti farmaci ipnotici, soprattutto benzodiazepine. Nei soli Usa se ne consumano dai 15 ai 20 milioni l’anno. Il loro meccanismo d’azione si basa sull’interazione con recettori del Gaba, un neurotrasmettitore endogeno ad azione rilassante. Purtroppo questi farmaci sono connessi a fenomeni di tolleranza e di dipendenza per cui alcuni pazienti optano per le più “sicure” alternative naturali. Tuttavia sicurezza ed efficacia non sempre coincidono anche nelle piante officinali. Ad esempio, il decotto di radice di Valeriana officinalis, secondo l’Emea è sicuro da un punto di vista tossicologico ma non avrebbe riscontri di efficacia scientificamente provata. Sarebbe invece il fitocomplesso ottenuto dalla frazione idroalcolica (sesquiterpenoidi, lignani e flavonoidi) a presentare l’attività positiva sull’innesco e sulla durata del sonno. Il suo meccanismo d’azione prevede interazione con il sistema del Gaba, attività agonista sul recettore A-1 dell’adenosina e il legame al recettore per la serotonina 5-HT1A. In realtà secondo alcuni studi in vitro sembrerebbe che anche l’olio essenziale di valeriana ricco di acidi valerenici e l’estratto acquoso, abbiano elementi in grado di interagire con i meccanismi complessi del Gaba(1). Tuttavia estrapolare questi dati e standardizzarli in campo clinico è difficile a causa dell’instabilità fisico-chimica di alcuni costituenti. È questa la ragione per cui è preferibile assumere estratti secchi standardizzati e idroalcolici (etanolo 70% v/v) di Valeriana officinalis titolata in acidi valerenici. La dose giornaliera, calcolata su base individuale, non deve superare i 500 mg di estratto/die e andrebbe proseguita per almeno 4 settimane. Il farmacista può produrre in forma officinale le capsule di Valeriana estratto secco (e.s.), da sola o in associazione con qualche pianta sinergica come il Luppolo. Infatti è stato provato che un particolare estratto di Humulus lupulus strobili (estratto metanolico al 45% v/v) è in grado di interagire con il sistema del Gaba in modo sinergico alla valeriana potenziandone l’effetto. In più sembra possa fungere anche da agonista per i recettori della melatonina (ML1 e ML2) e per alcuni sottotipi di recettori per la serotonina (5-HT4e, 5-HT6 e 5-HT7)(2)

(1) Snitker JA, Bell WL, Schweain SL, Short RM, Burnham TH. Valerian. The review of natural products. St. Louis: Facts and Comparisons; 1999. p. 1–2.
(2) Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC), Community herbal monograph on Valeriana officinalis L., radix and Humulus lupulus L., flos. EMA, 2011 

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com


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