farmaci

mag242018

Insonnia, nuove raccomandazioni su agonisti dei recettori benzodiazepine

Insonnia, nuove raccomandazioni su agonisti dei recettori benzodiazepine
Le nuove linee guida di pratica clinica pubblicate su Canadian Family Physician si concentrano sull'aiutare i medici a ridurre in sicurezza le prescrizioni di agonisti dei recettori delle benzodiazepine (Bzra) in pazienti adulti. Le raccomandazioni contenute nel documento si basano sui dati dei principali studi riguardanti l'interruzione di prescrizioni per Bzra per l'insonnia, e su analisi delle revisioni dei danni causati da Bzra, delle preferenze del paziente e delle implicazioni in termini di risorse.

«I Bzra sono ancora ampiamente prescritti come trattamento a lungo termine per l'insonnia negli adulti sia in comunità sia in strutture di lungo-degenza. Tuttavia, sebbene l'uso a breve termine (fino a sei settimane) possa portare a miglioramenti nell'insorgenza e nella durata del sonno, l'uso prolungato di tali farmaci può dare dipendenza fisica e psicologica. Dati recenti suggeriscono inoltre che l'efficacia di questi farmaci diminuisce dopo quattro settimane, mentre gli effetti avversi potrebbero persistere» spiega Kevin Pottie, dell'Università di Ottawa, in Canada, primo autore del lavoro. Lo scopo della guida è fornire strumenti che supportino i medici nel coinvolgere i pazienti nella preparazione di piani personalizzati di abbandono del farmaco. La revisione delle prove infatti non è riuscita a identificare danni sostanziali riconducibili all'interruzione graduale della terapia con Bzra negli adulti, e, secondo le raccomandazioni, i medici dovrebbero discutere la necessità di ridurre gradualmente i Bzra in tutti i pazienti di età pari o superiore a 65 anni, indipendentemente dalla durata del trattamento, e in quelli di età compresa tra 18 e 64 anni che usano questi farmaci da più di quattro settimane. Questa linea guida non si applica ai pazienti con disturbi del sonno particolari, ansia o depressione non gestita o altre patologie fisiche o mentali che potrebbero causare o aggravare l'insonnia. Gli autori affermano di non essere riusciti a identificare prove che confrontassero differenti approcci per la diminuzione del farmaco, ma raccomandano ai medici di prendere in considerazione un abbandono più lento con pazienti a più alto rischio di recidiva, e di monitorare i pazienti ogni una o due settimane per valutare i benefici attesi e i sintomi da astinenza. Inoltre, il documento valorizza l'utilizzo di strategie di gestione del comportamento per aiutare i pazienti con insonnia anche nel momento della riduzione della terapia.

Can Fam Physician. 2018 May;64(5):339-351
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29760253
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