Sanità

mag142018

Integratori e nutraceutici, filiera produzione fa il punto su qualità e sperimentazione

Integratori e nutraceutici, filiera produzione fa il punto su qualità e sperimentazione
Si è tenuta il 4 maggio a Milano la giornata di studio Integratori/nutraceutici: progettare, produrre e sperimentare per un corretto utilizzo organizzata da Afi (Associazione Farmaceutici dell'Industria), Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) e Ssfa (Società di Scienze Farmacologiche Applicate). Obiettivo dell'iniziativa far incontrare gli esperti che operano nell'ambito di progettazione, sviluppo, produzione e sperimentazione di un nutraceutico, sia a livello delle Aziende che delle Società scientifiche e delle istituzioni. È quanto si apprende da Farmacista Industriale. «La giornata ha riunito diverse competenze e società scientifiche con l'obiettivo di affrontare il tema sia dal punto di vista della valutazione del razionale di formulazione e produzione, con le linee guida delle due Associazioni, sia dal punto di vista della sperimentazione, l'aspetto forse più critico e difficoltoso» afferma Paola Minghetti, referente AFi per aspetti legislativi, docente dell'Università degli Studi di Milano.

Integratori e nutraceutici hanno visto un aumento esponenziale del loro mercato, raggiungendo un posizionamento sempre più chiaro nel panorama industriale e del Sistema Sanitario Nazionale. Un mercato in rapida e continua espansione che richiede l'attenzione anche da parte del legislatore. In attesa di direttive precise dal Ministero, sono state pubblicate delle linee guida. A proposito del documento di Federsalus interviene Cinzia Prandoni: «il recente position paper, al quale hanno partecipato i rappresentanti di tutta la filiera, ha identificato il processo di best fit per la selezione di integratore di qualità, articolato in quattro fasi: ideazione, sviluppo formulativo, industrializzazione, produzione industriale e gestione del prodotto finito. A completamento dello sviluppo qualitativo del prodotto si aggiunge lo studio di efficacia, non obbligatorio, ma che ogni azienda esegue su base volontaria». Ma il tema della sicurezza di questi prodotti, rimane prioritario e necessita di una valutazione sia chimico-farmaceutica (purezza, stabilità, compatibilità tra i costituenti) sia di tollerabilità. «È cresciuto l'uso scientifico dei prodotti, è ora necessario che lo stesso avvenga dal punto di vista della garanzia della qualità. Poiché si tratta di prodotti che contengono molti ingredienti attivi serve una tecnologia specifica e sempre più è necessaria una formazione mirata di chi opera in questo settore. Il settore si sta autoregolamentando per garantire un livello di qualità minimo elevato. L'interesse da parte del settore farmaceutico è un segnale di riconoscimento rispetto a un aumento del suo livello qualitativo» conclude Antonio Seneci, FederSalus - AFI - Truffini & Reggé Farmaceutici.


Stefania Cifani
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